Da Wired.it :

Non è passata inosservata la dichiarazione di Uto Ughi – che non lascia di certo spazio ad alcun tipo di fraintendimento – su una delle band italiane più chiacchierate del momento: “I Måneskin sono un insulto all’arte e alla cultura“, ha detto il celebre violinista durante la presentazione del palinsesto di 14 concerti, che inizieranno il 21 febbraio, allestiti in occasione dei cento anni dell’Accademia musicale chigiana. La frase è stata ripresa dalle principali testate del paese, per prima Repubblica, ma non si tratta dell’unico caso in cui il violinista si è pronunciato contro il gruppo di Damiano David. Lo scorso novembre, infatti, il maestro si era espresso con un tono più pacato in occasione della presentazione di OrientaMenti, un’iniziativa dedicata agli studenti che hanno partecipato al progetto Paganini in rete, il cui obiettivo era far capire ai ragazzi che “non c’è solo la musica dei Måneskin”. Parole con un certo peso, soprattutto se pronunciate da uno dei principali esponenti della scuola violinistica italiana.

La carriera di Uto Ughi

Originario di Busto Arsizio, in provincia di Varese, Uto Ughi, al secolo Bruto Diodato Emilio Ughi, è stato di recente nominato presidente della Commissione incaricata di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica tra il pubblico giovanile dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Il violinista ha iniziato il suo percorso musicale quando era molto giovane: fin da bambino ha iniziato a studiare violino alla Giovanni Battista Pergolesi di Varese e si è esibito per la prima volta all’età 7 anni. Nella sua carriera si è esibito nelle principali città europee e ha suonato nelle più importanti orchestre sinfoniche di tutto il mondo, come la Boston Symphony Orchestra e la New York Philharmonic e ha lavorato con maestri del calibro di Barbirolli, Ceccato, Chung, Davis, Nagano, Rostropovich e tanti altri.

Nel 1997 ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dal presidente della Repubblica, ai tempi Oscar Luigi Scalfaro. A Ughi dobbiamo l’introduzione del festival Omaggio a Venezia, grazie a cui sono stati raccolti i fondi per i lavori di restauro dei monumenti della città, ma anche di Omaggio a Roma, che è stato replicato nelle varie edizioni tra il 1999 al 2002, e della manifestazione Uto Ughi per Roma. Il 2002 è anche l’anno in cui gli è stata conferita la laurea honoris causa in Scienza delle comunicazioni, mentre nel 2015 l’università di Palermo gliene ha assegnata una in Scienze pedagogiche.

Oltre alle tantissime pubblicazioni con la Bmg Ricordi, come i Concerti di Beethoven e Brahms con Sawallisch, l’integrale dei Concerti di Mozart, Viotti, Vivaldi e Le quattro stagioni, nel 2013 è uscita anche la sua autobiografia, Quel Diavolo di un Trillo – note della mia vita, che riprende il titolo di una delle sue ultime incisioni, Il trillo del diavolo dove ha raccolto le performance live di alcuni pezzi per violino. Anche i suoi strumenti sono pezzi unici nel loro genere: il maestro, infatti, suona con un violino Guarnieri del Gesù, la cui realizzazione risale al 1744, e con un violino Stradivari del 1701, soprannominato Kreutzer, perché in passato è appartenuto al musicista.

Ughi ha portato la sua arte anche in televisione, quando nel 2008 ha condotto il programma Ugo Ughi racconta la musica, ai tempi in onda a mezzanotte su Rai1. Inoltre, il musicista ha partecipato alla puntata Stanotte a Venezia, la trasmissione condotta da Alberto Angela, al Teatro La Fenice nel 2017, e nel 2018 al Teatro Piccolo di Pompei, nella stessa trasmissione.

Durante i momenti più bui della pandemia di Covid-19, nel marzo 2020, Ughi ha partecipato all’iniziativa #WeAreItaly della Farnesina, insieme ad altri esponenti del panorama musicale italiano, come Tiziano Ferro e Andrea Bocelli, con lo scopo di “promuovere nel mondo l’Italia più creativa e vitale della cultura nei giorni del coronavirus”. Tra le tante curiosità che riguardano il musicista, sia per l’originalità del suo nome, sia per il fatto di essere uno dei maggiori violinisti italiani, Uto Ughi viene spesso citato nei cruciverba



[Fonte Wired.it]