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Via Lattea, e se nel cuore della nostra galassia ci fosse un nucleo di materia oscura invece di un buco nero?

di webmaster | Feb 11, 2026 | Tecnologia


Ora questa discrepanza cosmologica potrebbe aver trovato una spiegazione, che però richiederebbe un cambiamento radicale di prospettiva. Forse, suggeriscono gli autori di un recente studio, quello che abbiamo rilevato al centro della galassia non è un buco nero supermassiccio, bensì un oggetto estremamente denso composto da materia oscura, quindi da particelle che non emettono, riflettono né assorbono luce.

Un nucleo di materia oscura al centro della galassia?

Un gruppo di scienziati guidato dall’astrofisica Valentina Crespi ha ipotizzato l’esistenza di un nucleo compatto di materia oscura, composto da particelle sconosciute e invisibile per definizione, ma capace di generare la forza gravitazionale necessaria a sostenere le orbite stellari e la distribuzione del gas nella galassia. Anche se l’idea richiama da vicino quella di un buco nero supermassiccio, la fisica alla base di questo oggetto e i suoi segnali osservabili sarebbero completamente diversi.

La rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society ha pubblicato di recente un modello che descrive il presunto nucleo di materia oscura al centro della Via Lattea. Il lavoro non rappresenta il primo tentativo in questa direzione, ma incorpora misurazioni di ultima generazione, come la mappatura stellare di Gaia Dr3 e l’ombra registrata dall’Eht, risultando più coerente rispetto alle proposte precedenti.

Secondo il modello, questo ipotetico oggetto sarebbe composto da fermioni leggeri, che formerebbero un nucleo estremamente denso, circondato da un alone che si estende fino ai confini della galassia. Invece di una regione compatta e ben definita, come quella che si associa comunemente a un buco nero, il corpo avrebbe l’aspetto di una nube, con due regioni distinte, una interna e una esterna.

Nel 2022 i dati di Gaia Dr3 dell’Agenzia spaziale europea hanno fornito misurazioni molto più precise del moto delle stelle nella Via Lattea. Queste osservazioni hanno rivelato irregolarità e asimmetrie nella curva di rotazione, permettendo di affinare i modelli dinamici della galassia.

A quattro anni di distanza quei dati iniziano a dare i primi frutti. Tra questi c’è anche il nuovo modello del nucleo di materia oscura, che teorizza una struttura continua formata da un alone galattico già noto e da un centro oscuro e denso. Questa combinazione potrebbe spiegare perché le stelle si muovono così rapidamente nelle regioni centrali e, allo stesso tempo, perché il loro comportamento cambi nelle aree più esterne della galassia.

È la prima volta che un modello di materia oscura riesce a collegare scale così diverse e le orbite di diversi oggetti, includendo dati moderni sulle curve di rotazione e sulle stelle centrali”, spiega in un comunicato Carlos Argüelles, ricercatore del Consiglio nazionale argentino per la ricerca scientifica e tecnica (National Scientific and Technical Research Council, Conicet), che ha partecipato allo studio.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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