Sempre secondo l’indagine, la fase del recovery è per il 36% degli italiani riguarda pratiche come stretching o massaggi, oppure di riduzione stress e rilassamento mentale per il 22% e, per un altro 22%, alimentazione e integrazione, mentre per il 24% rimane con concetto nebuloso e poco chiaro. Il 47% degli italiani pratica allungamenti (47%) e tecniche di respirazione (24%), mentre soltanto il 9% utilizza strumenti specifici come foam roller, sempre il 9% svolge esercizi strutturati di mobilità, il 6% ricorre a massaggi professionali e soltanto l’11% utilizza aree relax come sauna, bagno turco o idromassaggio. Ma è emblematico sottolineare come ben il 18% non svolga alcuna attività di recovery dopo l’allenamento.
L’impegno di Virgin Active
La scarsa conoscenza sull’importanza del recupero è strettamente legata anche a quanto ci si dedichi a questa fase: meno di 10 minuti per il 35% e soltanto il 9% supera i 30 minuti, motivando questa scelta con mancanza di
tempo (41%), stanchezza dopo l’allenamento (20%), scarsa conoscenza di cosa fare (21%), percezione di noia o scarso interesse (13%) e considerazione sulla scarsa utilità (6%). Niente di più sbagliato e così Virgin Active ha ideato il progetto The Recovery Edit come riabilitazione culturale dell’imprescindibile momento del recupero, con spazi come le Recovery Zone, guide e strumenti per rendere questa fase più semplice, accessibile e integrata nel proprio programma. Nei Social Wellness Club di Virgin Active sono state introdotte Recovery Zone, che affiancano aree relax e SPA già presenti. In questi spazi c’è tutto ciò che serve per il recupero muscolare e il rilassamento dopo l’attività fisica, con tool per il massaggio a percussione per sciogliere le rigidità fino ai sistemi di compressione dinamica per favorire il flusso sanguigno e linfatico, ma anche dispositivi per il rilascio miofasciale e vibrante che apportano miglioramenti per elasticità e mobilità. Ad accompagnare il lancio vengono organizzate masterclass dedicate durante il mese di gennaio, per
Durante il mese di gennaio, sono previste anche masterclass dedicate, pensate per informare correttamente e guidare gli utenti alle giuste pratiche.
Stefano Gaudio, fisioterapista e divulgatore sui social coinvolto dal progetto di Virgin Active ha contribuito a stilare un prontuario con cinque regole fondamentali per il recupero, che includono il rilasciare le tensioni muscolari, respirare per riequilibrarsi, muoversi in modo gentile, creare continuità nelle attività e affidarsi a una guida esperta. “Il recovery non è una pausa dall’allenamento, ma una sua parte fondamentale. È il momento in cui il corpo assimila lo stimolo, riduce le tensioni e costruisce adattamento. Allenarsi senza recuperare in modo adeguato significa accumulare fatica e aumentare il rischio di sovraccarichi e infortuni. Anche pochi minuti, se guidati correttamente, possono fare la differenza nel lungo periodo”, spiega Gaudio.


