Virgin Galactic torner a volare solamente nella primavera del 2023

da Hardware Upgrade :

Negli scorsi giorni Virgin Galactic ha annunciato i risultati fiscali per il secondo trimestre 2022. Le informazioni non sono molto incoraggianti per la società del miliardario Richard Branson che prospettava di poter riprendere a effettuare missioni spaziali sub-orbitali entro la fine di quest’anno, ma che invece ha dovuto posticipare fino alla primavera del 2023.

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Si tratta di una cattiva notizia soprattutto quando si considera che una rivale come Blue Origin è riuscita a compiere un’altra missione con equipaggio senza alcun problema (NS-22). Certo, si tratta di sistemi molto diversi pur puntando principalmente al turismo spaziale dai costi (relativamente) contenuti e con esperienze dalla durata limitata di pochi minuti. Nel caso dello spazioplano di Branson inoltre si raggiungono “solamente” gli 80 km di quota. Questo significa che non viene superata la linea di Kármán (100 km) e per le misurazioni internazionali non si è ancora nello Spazio (mentre per l’USAF e l’FAA sì).

Virgin Galactic tornerà a volare nel 2023, nel frattempo brucia soldi

Nel comunicata stampa ufficiale di Virgin Galactic, dove vengono annunciati i risultati fiscali, sono presenti molte informazioni circa la strategia futura e la situazione attuale. Come scritto sopra, secondo quanto affermato, lo spazioplano SpaceShipTwo VSS Unity tornerà a volare solamente nella prima parte del 2023 a causa di un ritardo negli aggiornamenti promessi. Ci sono stati anche dei ritardi nella sistemazione dell’aeroplano di supporto WhiteKnightTwo VMS Eve che hanno richiesto più tempo di quanto preventivato.

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In particolare i lavori si sono concentrati sulla zona centrale di VMS Eve, dove viene agganciato VSS Unity. Chiaramente si tratta di una sezione molto delicata e i lavori devono essere fatti con la dovuta precisione per evitare problemi durante la ripresa dei voli. Anche i problemi di mancanza di personale avrebbero contribuito ai ritardi. Questo ha significato anche spostare parte dei dipendenti dai lavori su VSS Imagine (il secondo spazioplano) a VMS Eve. Questo perché senza aeroplano di supporto non potrà volare neanche VSS Unity riducendo così la possibilità di generare profitto per Virgin Galactic.

Proprio VSS Imagine, che avrebbe dovuto volare per la metà del 2023, ora potrebbe non decollare prima del quarto trimestre 2023 (e non sarebbe strano vedere un ulteriore ritardo fino al 2024). Quest’ultimo, essendo un nuovo modello di spazioplano, avrà bisogno prima di collaudi senza equipaggio privato (ma solo con i piloti).

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Dei 1000 posti disponibili, più di 800 sarebbero stati venduti mentre gli ultimi 100 posti saranno esclusivamente dedicati a ricercatori di società private e agenzie governative (quindi non per turismo spaziale). In generale Michael Colglazier (CEO della società) ha dichiarato che se attualmente questo genere di voli interessa gli appassionati di Spazio (danarosi), in futuro potrebbe anche toccare chi è interessato in viaggi di lusso e avventurosi (portando con sé anche un potenziale aumento del prezzo del biglietto).

Se si guarda ai numeri, Virgin Galactic segna perdite di 111 milioni di dollari, in crescita rispetto ai 94 milioni di dollari dello stesso periodo dello scorso anno. EBITDA è pari a 93 milioni di dollari mentre nello stesso periodo del 2021 era di 56 milioni di dollari. La liquidità è pari a 1,1 miliardi di dollari e in futuro saranno vendute azioni per un valore di 300 milioni di dollari. In generale sembra quindi che, nonostante l’interesse da parte dei potenziali clienti, la strada per Branson sia molto più in salita rispetto a quella di Bezos (e sul primo “pesa” anche l’incidente del 2014 che costò la vita ai due piloti collaudatori).

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