Esplora il mondo della tecnologia e del lifestyle con Consigli Tech e Lifestyle di Flavio Perrone

Viviamo immersi nel miele? Una nuova teoria sostiene che l’Universo potrebbe essere in realtà costituito da un fluido viscoso

di webmaster | Gen 21, 2026 | Tecnologia


L’Universo potrebbe essere un fluido viscoso, proprio come il miele. A proporre questa nuova teoria è stato un recente articolo pubblicato sulla rivista pre-print arXiv da un ricercatore dell’Indian Institute of Technology di Jodhpur, Muhammad Ghulam Khuwajah Khan, secondo cui appunto lo Spazio potrebbe possedere una proprietà chiamata viscosità di massa. Anche se molti scienziati credono che una parte significativa sia costituita da una sostanza misteriosa nota come energia e materia oscura, se questa nuova teoria venisse confermata potrebbe finalmente far quadrare la nostra comprensione su cosa costituisca realmente il vuoto dello Spazio.

Il vuoto nello Spazio

Oggi, ricordiamo brevemente, gli scienziati utilizzano il modello Lambda-CDM per descrivere matematicamente come si è sviluppata la teoria del Big Bang , come la materia oscura tiene unite le galassie e come l’energia oscura guida l’espansione dell’Universo. L’energia oscura, nel modello, è nota come costante cosmologica, scritta con la lettera greca Lambda, ed è considerata immutabile. Tuttavia, come ricorda LiveScience, i dati del Dark Energy Spectroscopic Instrument (Desi) pubblicati lo scorso anno hanno suggerito che qualcosa potrebbe essere fondamentalmente sbagliato nella nostra comprensione dell’energia oscura, mostrando una discrepanza tra le teorie standard e la velocità effettiva osservata con cui le galassie si stanno allontanando da noi.

Il fluido viscoso

Per spiegare questa discrepanza, Khan ha così proposto di trattare l’Universo come fosse una sorta di miele, ossia un fluido viscoso ed elastico che può contenere quelli che l’autore stesso chiama “fononi spaziali”, ovvero vibrazioni emesse dagli atomi che generano onde di pressione nello Spazio. La sua teoria, quindi, è che l’energia oscura spinge lo Spazio ad espandersi, ma questi fononi, responsabili appunto dell’effetto viscoso, la rallentano quel tanto che basta per corrispondere alle osservazioni sull’energia oscura raccolte da Desi.

Ulteriori indagini

Sebbene lo studio dimostri che questo semplice modello sia coerente con i dati Desi con grande precisione, risolvendo potenzialmente alcuni dei problemi causati dalla costante cosmologica standard, è ancora necessaria molta cautela. Infatti, come racconta LiveScience questo nuovo studio propone solo una supposizione, in quanto l’energia oscura viscosa rappresenterebbe un cambiamento fondamentale nel modo in cui percepiamo il vuoto dello Spazio. Saranno perciò necessari ulteriori dati provenienti dal monitoraggio continuo del Desi e da missioni come il telescopio spaziale Euclid per vedere se questa teoria sulla viscosità può reggere o se, invece, finirà nel dimenticatoio.



Fonte

Written By

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

Related Posts

Impact-Site-Verification: c90fc852-aae7-4b2e-b737-f9de00223cb0