Esplora il mondo della tecnologia e del lifestyle con Consigli Tech e Lifestyle di Flavio Perrone

Voto fuorisede, perché in Italia non è ancora possibile?

di webmaster | Feb 2, 2026 | Tecnologia


Niente voto fuorisede per il referendum sulla giustizia. Mercoledì 28 gennaio la commissione Affari costituzionali della Camera ha respinto tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni al decreto elezioni, lasciando circa 5 milioni di italiani che studiano, lavorano o si curano lontano dal proprio comune di residenza impossibilitati a votare nel luogo in cui vivono. Per partecipare al referendum, dovranno dunque tornare nel comune in cui risultano iscritti nelle liste elettorali. La bocciatura segna un passo indietro rispetto alle sperimentazioni del 2024 e del 2025, condotte in assenza di una legge organica, quando lo stesso governo Meloni aveva consentito a studenti e lavoratori di esprimere il voto nel comune di domicilio temporaneo. La questione del voto ai fuorisede, dibattuta da anni, resta così irrisolta, evidenziando le difficoltà di garantire pienamente il diritto di partecipazione politica a chi vive lontano dalla propria residenza abituale.

Voto fuorisede, cosa manca affinché diventi realtà

L’Italia è rimasta (quasi) l’unica in Europa

Il voto fuorisede è il meccanismo che permette a un elettore di votare in un seggio diverso da quello del proprio comune di residenza. Si tratta di una possibilità cruciale per chi si sposta per motivi di studio, lavoro o cure mediche e non può affrontare viaggi lunghi e costosi per tornare a casa il giorno delle elezioni. Secondo il Libro bianco sull’astensionismo, in Italia vivono circa 4,9 milioni di elettori fuorisede, pari al 10,5% del corpo elettorale. Il dato, però, risale a un’analisi del 2021 e comprende solo le persone censite in modo chiaro per studio, lavoro o cura. Il numero reale potrebbe essere molto più alto: il concetto di fuorisede, infatti, si estende a chiunque si trovi lontano dalla propria residenza il giorno del voto, dai camionisti ai lavoratori stagionali fino a chi semplicemente prenota una vacanza in anticipo.

L’Italia è l’unico grande paese dell’Unione europea a non prevedere una forma strutturale di voto per i fuorisede. Gli unici altri stati membri privi di alternative sono Malta e Cipro, due piccole isole che non hanno nemmeno un bisogno pratico di un simile sistema. Nel resto d’Europa le soluzioni sono molteplici: in Spagna, Germania, Austria, Irlanda, Polonia e Slovenia si può votare per corrispondenza; in Francia, Belgio e Paesi Bassi è attivo il voto per delega; in Danimarca si può votare in anticipo presso seggi speciali. L’Estonia ha introdotto per prima al mondo il voto elettronico: basta un computer e un documento d’identità valido, e circa un terzo degli estoni vota ormai online. In Italia l’unica opzione rimane il viaggio verso il proprio comune di residenza, un ostacolo che, tra costi e complessità degli spostamenti, ha contribuito a gonfiare i tassi di astensionismo, soprattutto nelle regioni meridionali, da cui proviene oltre un terzo dei fuorisede.

La proposta di legge popolare in attesa al Senato

Il problema di fondo è che in Italia non esiste una legge definitiva sul voto fuorisede. Le sperimentazioni del 2024 e del 2025 (elezioni europee dell’8 e 9 giugno 2024 e le consultazioni referendarie e amministrative del 2025) sono state rese possibili da norme ad hoc inserite nei decreti che regolavano le singole elezioni: una volta conclusa la consultazione, le disposizioni sono decadute e bisognava approvarle nuovamente, cosa che non è stata fatta per il prossimo referendum del 22-23 marzo. Nel luglio 2023 la Camera aveva approvato una proposta di legge a prima firma della deputata del Partito democratico Marianna Madia, che mirava a rendere strutturale il diritto di votare nel comune di domicilio. La maggioranza di centrodestra, però, aveva trasformato il testo in una legge delega. Il provvedimento è poi approdato al Senato, dove si è arenato nel febbraio 2024.

La mobilitazione della società civile non è servita

A fronte dell’immobilismo parlamentare, cittadini e associazioni si sono mobilitati. The Good Lobby Italia e la Rete voto fuori sede portano avanti la battaglia da una decina d’anni, tra azioni di lobbying e campagne di comunicazione sostenute anche da Will Media. Il 4 luglio 2025 hanno lanciato una raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare intitolata Voglio votare fuorisede: l’obiettivo di 50mila sottoscrizioni è stato raggiunto il 24 ottobre, oltre due mesi prima della scadenza. La proposta ha appena cominciato il suo iter parlamentare: è stata depositata in Senato a inizio dicembre e la commissione Affari costituzionali ha avviato l’esame il 7 gennaio 2026, perciò i tempi non permetteranno di renderla operativa in tempo per il referendum. L’obiettivo dei promotori è arrivare alle elezioni politiche del 2027.

Se è vero che non ci sarebbe più tempo per approvare una legge organica prima della consultazione, secondo Carlo Notarpietro, giornalista di Will Media tra i promotori della campagna per il voto dei fuorisede, il governo potrebbe comunque intervenire: “La volontà politica può trasformarsi in concretezza. Il governo potrebbe oggi fare un decreto urgente che organizza il voto fuorisede, che per il referendum è la cosa più facile da fare perché è una circoscrizione nazionale”, e quindi non serve gestire collegi o risultati territoriali diversi. Al tempo stesso, Notarpietro sottolinea come il problema sia strutturale e riguardi l’intero arco politico: “La legge sul voto fuorisede la stiamo chiedendo da dieci anni e ci sono stati diversi governi e diverse maggioranze. Nessuno l’ha mai fatta”. L’obiettivo dei promotori è arrivare a una legge definitiva ben prima delle elezioni politiche del 2027 per evitare questo tira e molla ad ogni singola consultazione.





Fonte

Written By

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

Related Posts

Impact-Site-Verification: c90fc852-aae7-4b2e-b737-f9de00223cb0