Novo nordisk aveva già ottenuto nel 2019 il via libera per una soluzione orale a base di semaglutide per il trattamento del diabete di tipo 2, commercializzata con il nome di Rybelsus. Il farmaco non è però mai stato autorizzato per l’obesità ed è risultato meno efficace rispetto ai farmaci Glp-1 più recenti in termini di perdita di peso. Di fatto, il nuovo Wegovy in pillole è una versione di Rybelsus con un dosaggio più elevato.
“L’efficacia della pillola contro l’obesità dipende dalla dose, per ottenere il massimo effetto sulla perdita di peso servono quantità più elevate”, afferma Lange. La nuova pillola di Novo nordisk è da 25 milligrammi, contro i 14 del Rybelsus.
Tra gli effetti collaterali più comuni del Wegovy in pillole ci sono nausea e vomito, già riscontrati anche nella formulazione iniettabile.
Prezzi e concorrenza
Novo nordisk afferma che la dose iniziale, pari a 1,5 milligrammi, sarà disponibile all’inizio di gennaio negli Stati Uniti a 149 dollari al mese (circa 126 euro). La casa farmaceutica ha già avviato la produzione nei suoi stabilimenti americani e conta di riuscire a soddisfare la domanda locale.
Anche Eli Lilly, l’azienda che produce Mounjaro e Zepbound, sta lavorando a un farmaco Glp-1 in compresse, a base del principio attivo orforglipron. Secondo i risultati di una sperimentazione diffusi ad agosto, il farmaco ha portato a una perdita di peso media del 12,4 per cento nelle persone con obesità, più basso rispetto al 15-20 per cento fatto registrare dalle versioni iniettabili. A differenza della pillola di Wegovy, l’orforglipron non prevede restrizioni legate all’assunzione di cibo o acqua. Eli Lilly ha fatto sapere che farà domanda alla Fda per ottenere l’approvazione entro la fine dell’anno.
“Finora non abbiamo riscontrato grandi differenze a livello di costi tra la versione in pillole e quella tramite iniezione dei trattamenti per il diabete”, afferma Tim Blackstock, analista dell’industria farmaceutica di Citeline. “Per questo ci aspettiamo che lo scenario sia simile anche per l’obesità, soprattutto se i farmaci offrono un’efficacia comparabile”.
Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.


