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WhatsApp apre ai chatbot di terze parti

di webmaster | Gen 16, 2026 | Smartphone e App

WhatsApp cambia direzione e annuncia che gli utenti in Italia e Brasile potranno continuare a usare i chatbot di terze parti all’interno dell’app. Una notizia importante perché, solo un anno fa, Meta aveva anticipato che avrebbe bloccato questo tipo di integrazioni per motivi di sicurezza e controllo della piattaforma.

In questa guida ti spiego in modo semplice cosa significa questa decisione, cosa potrai fare con i chatbot, quali vantaggi ci sono e quali precauzioni è bene prendere per proteggere privacy e dati personali.

Cosa è successo esattamente

Meta ha confermato ufficialmente che non applicherà alcun blocco all’uso dei chatbot di terze parti su WhatsApp in Italia e Brasile. Questo significa che:

  • potrai continuare a usare bot esterni collegati ai tuoi contatti WhatsApp;
  • gli sviluppatori potranno integrare servizi, assistenti virtuali e automazioni;
  • non ci saranno limitazioni tecniche aggiuntive per gli utenti.

La marcia indietro arriva dopo mesi di discussioni, soprattutto in Europa, dove le normative sul digitale sono più rigide. Evidentemente Meta ha trovato un modo per mantenere gli standard di sicurezza richiesti senza rinunciare a questi strumenti.

A cosa servono i chatbot su WhatsApp

I chatbot non sono una novità: molte aziende li usano per rispondere automaticamente ai clienti, inviare informazioni o gestire prenotazioni. Ma negli ultimi mesi, con l’esplosione dell’intelligenza artificiale, hanno iniziato a comparire bot molto più avanzati, utili anche per attività personali.

Ecco cosa puoi fare oggi con un chatbot su WhatsApp:

  • ricevere assistenza rapida da negozi e servizi;
  • creare promemoria o automatizzare attività quotidiane;
  • tradurre testi o ottenere risposte rapide tramite AI;
  • ricevere notifiche personalizzate (spedizioni, appuntamenti, offerte);
  • gestire piccoli flussi di lavoro per chi ha un’attività.

Molti utenti temevano che il blocco annunciato lo scorso anno avrebbe costretto a tornare ai vecchi sistemi di assistenza manuale o tramite app esterne. Invece ora è ufficiale: nessuna funzione verrà tolta.

Perché Meta ha cambiato idea

Le motivazioni non sono state spiegate nel dettaglio, ma è probabile che Meta abbia rivalutato l’impatto dei chatbot sulla sicurezza e sulla qualità dell’esperienza degli utenti. Allo stesso tempo, WhatsApp sta investendo molto nei propri sistemi di intelligenza artificiale, quindi mantenere un ecosistema aperto può favorire la crescita della piattaforma.

La pressione dei regolatori europei e sudamericani potrebbe avere influenzato la decisione: un blocco totale avrebbe rischiato di penalizzare imprese e professionisti che ormai usano i chatbot ogni giorno.

Cosa cambierà per gli utenti italiani

Se usi già un chatbot su WhatsApp, non dovrai fare nulla: continuerà a funzionare come sempre. Se invece non li hai mai provati, questa apertura ti permette di sperimentare nuovi servizi in modo semplice.

È bene ricordare alcuni consigli di sicurezza:

  • usa solo chatbot da fonti affidabili (siti ufficiali o aziende note);
  • non condividere dati sensibili come documenti, password o codici bancari;
  • controlla sempre le autorizzazioni richieste dal bot;
  • evita bot che chiedono accessi sospetti o troppo invasivi.

In definitiva, la decisione di Meta è una buona notizia per chi usa WhatsApp in modo avanzato, per le aziende che offrono assistenza ai clienti e per chi vuole sperimentare strumenti basati su intelligenza artificiale senza cambiare piattaforma.

Nei prossimi mesi vedremo sicuramente nuovi servizi e bot più evoluti, anche grazie all’integrazione sempre più stretta tra WhatsApp e le tecnologie AI. Come sempre, ti terrò aggiornato su tutte le novità.

Written By

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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