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Da Punto-Informatico.it :

Da ormai un paio di anni, il team di Meta al lavoro su WhatsApp sta sviluppando a una funzione che, nelle sue intenzioni, dovrebbe consentire a chi usa altre applicazioni di messaggistica di avviare una chat con i propri utenti. Lo stesso vale per Messenger. Ne abbiamo scritto in più occasioni (1, 2) anche su queste pagine. Una potenziale svolta in termini di interoperabilità, per uno strumento su cui, ogni giorno, fanno leva miliardi di persone nel mondo per comunicare.

Chat e interoperabilità: cosa cambierà per WhatsApp?

Ad accelerare il processo è l’ormai imminente entrata in vigore del Digital Markets Act nel vecchio continente, fissata per il 6 marzo 2024. Meta è infatti uno dei gatekeeper individuati dalla Commissione europea e che dovranno intervenire sui loro servizi, aprendo gli ecosistemi alle realtà di terze parti, a beneficio della concorrenza e della libertà di scelta.

A chiarire almeno in parte cosa renderà WhatsApp e Messenger conformi ai criteri di interoperabilità è Dick Brouwer, engineering director della prima piattaforma, con un’intervista rilasciata a Wired.

Inizialmente, il supporto sarà garantito per messaggi, immagini video e file inviati da una persona a un’altra. Per le chiamate e le chat di gruppo ci sarà invece da attendere.

Quali sono le applicazioni che potranno così interfacciarsi direttamente con gli utenti di WhatsApp e di Messenger, mediante scambi bidirezionali? Potrebbero far parte dell’elenco, tra le altre, anche iMessage, Telegram, Signal e Messaggi di Google. Utilizzare il condizionale è d’obbligo, poiché dipenderà dalla volontà dei loro sviluppatori, senza la quale non sarà possibile mettere in comunicazione i diversi servizi.

Libertà e sicurezza: questione di equilibrio

Agli utenti sarà comunque consentita la libertà di scelta: se accettare di ricevere messaggi da altre app oppure rifiutare. È un aspetto importante, secondo Brouwer, considerando come qualcuno potrebbe abusare dell’interoperabilità per estendere la portata delle campagne di spam o delle truffe via chat.

Un altro nodo da sciogliere è quello relativo alla crittografia. Una questione di protocolli e di configurazioni, che dovrà necessariamente essere valutata insieme agli sviluppatori delle singole applicazioni. Meta vorrebbe che gli altri servizi utilizzassero il protocollo di Signal, per fattori legati a sicurezza e affidabilità.

Questo è quanto noto al momento. L’unico dettaglio aggiuntivo, trapelato durante una delle prime fasi di test, è che i messaggi provenienti dalle app di terze parti saranno raccolti in una sezione dedicata di WhatsApp e non saranno elencati insieme a quelli delle altre chat. Il lancio non è dietro l’angolo: bisognerà attendere alcuni mesi. Maggiori informazioni in merito saranno rivelate più avanti.



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