Negli ultimi giorni si parla molto di una possibile rivoluzione in casa WhatsApp: dopo oltre dieci anni di utilizzo completamente gratuito, l’app di messaggistica potrebbe introdurre un piano a pagamento per chi vuole liberarsi delle pubblicità. Una scelta che, se confermata, rappresenterebbe un vero ritorno al passato, quando l’app chiedeva un piccolo contributo annuale per continuare a funzionare.
Cosa sta succedendo davvero
Secondo le indiscrezioni, Meta starebbe valutando l’inserimento di annunci pubblicitari nelle chat o nelle sezioni di stato. Un’idea che, come prevedibile, non è stata accolta con entusiasmo dagli utenti. Per questo motivo potrebbe arrivare un piano premium che consenta di usare WhatsApp senza alcuna pubblicità.
In pratica: WhatsApp rimarrebbe gratuito per tutti, ma con inserzioni. Chi invece desidera un’esperienza più pulita e privata potrebbe attivare un abbonamento.
Perché WhatsApp potrebbe diventare a pagamento
La motivazione principale è semplice: WhatsApp è una piattaforma enorme, ma non genera profitti diretti proporzionati al numero di utenti. L’introduzione di un abbonamento facoltativo potrebbe aiutare Meta a mantenere sostenibili i costi di sviluppo, infrastruttura e sicurezza.
I possibili motivi dietro a questa scelta includono:
- necessità di nuove entrate per mantenere il servizio stabile;
- crescita dei costi per la gestione dei server;
- concorrenza di altre app che già offrono piani premium;
- pressione degli investitori per monetizzare l’enorme base utenti;
- volontà di introdurre nuove funzioni esclusive per chi paga.
Ritorno alle origini: com’era WhatsApp 10 anni fa
Chi usa WhatsApp da molti anni ricorderà che, prima dell’acquisizione da parte di Meta (all’epoca Facebook), l’app costava 0,89 € all’anno. Un prezzo simbolico che però garantiva l’assenza di pubblicità e un servizio pulito.
Il possibile nuovo modello sarebbe simile, ma più moderno: non un pagamento unico, bensì un abbonamento opzionale per chi vuole evitare annunci.
Quanto potrebbe costare l’abbonamento
Non ci sono cifre ufficiali, ma considerando i prezzi di altri servizi di Meta, come Instagram o Facebook Premium, possiamo ipotizzare una fascia compresa tra 1 e 3 euro al mese. Significherebbe mantenere la spesa complessiva molto bassa, pur garantendo entrate aggiuntive alla piattaforma.
Cosa cambierebbe per gli utenti
Se venisse introdotto davvero, il cambiamento sarebbe abbastanza semplice:
- WhatsApp resterebbe gratuito per tutti;
- comparirebbero annunci pubblicitari nelle sezioni meno invasive dell’app;
- chi vuole un’esperienza senza pubblicità potrebbe pagare un abbonamento;
- possibili funzioni extra per gli utenti premium (backup avanzati, personalizzazioni, nuovi strumenti privacy).
È importante sottolineare che niente è ancora definitivo: si tratta di test e valutazioni interne che potrebbero cambiare nel tempo.
Conviene davvero un WhatsApp senza pubblicità?
Molti utenti probabilmente preferirebbero pagare un piccolo contributo pur di evitare l’inserimento di annunci nelle conversazioni. Altri invece continuerebbero a usare la versione gratuita senza problemi.
La scelta finale dipenderà da:
- quanto saranno invadenti le pubblicità;
- quanto costerà l’abbonamento;
- quali funzioni aggiuntive verranno proposte;
- quanto gli utenti riterranno importante mantenere l’esperienza pulita.
Conclusione
Il possibile arrivo di un abbonamento su WhatsApp segna un cambiamento importante nel modo in cui Meta vuole monetizzare la sua app di messaggistica. Non è ancora chiaro se e quando questo modello verrà introdotto, ma una cosa è certa: dopo anni di gratuità totale, WhatsApp potrebbe presto somigliare di nuovo a com’era una decade fa, con un’opzione a pagamento per chi vuole un’esperienza senza pubblicità.
Nei prossimi mesi arriveranno sicuramente nuove informazioni. Come sempre, ti terrò aggiornato con tutte le novità.


