Dati che un’azienda come Eollian utilizzano per valutare i rischi posti dal cambiamento climatico. “Quello che facciamo è misurare gli effetti del cambiamento climatico in termine di eventi estremi”, le parole del ceo Roberto Carnicelli, “cerchiamo cioé di capire quali zone rischiano di essere colpite, con quale intensità e quali possibili danni, così da rendere possibili interventi a lungo termine che rendano la società più resiliente”.
L’innovazione trasforma il porto vecchio di Trieste
Anche l’innovazione ha bisogno di luoghi in cui cresce e svilupparsi, prima di affrontare il mercato. Uno di questi è Hangar 21, un incubatore di startup che sta sorgendo nell’ambito della riqualificazione del porto vecchio di Trieste. La Regione Friuli Venezia Giulia ha scelto di coinvolgere Newlab, realtà che gestisce cinque strutture analoghe in tutto il mondo. “Abbiamo iniziato da pochi mesi, stiamo cercando delle startup che siano in grado di rispondere ai bisogni delle industrie che hanno sede sul territorio”, le parole Jonathan Meléndez-Davidson, Director of Strategy di Newlab.
Altro partner del progetto è Fincantieri. “Perché siamo qui? Perché oggi per fare innovazione occorr aprirsi verso l’esterno e farsi contaminare da università e centri di ricerca. Ormai oggi l’80% delle più importanti aziende europee e nord americane fa open innovation”, ha spiegato l’Head of Open Innovation Ecosystems and Hubs di Fincantieri Salvatore Bonaccorso, “si tratta di un volano che permette di generare valore concreto”.
Quantum computing e tecnologie quantistiche
“La sfida di oggi è quella di isolare dei sistemi quantistici e manipolarli per fare sostanzialmente tre cose: recepire informazioni, attraverso dei sensori capaci di captare segnali anche molto deboli, manipolarle attraverso il computer quantistico e trasmetterle”. Questo lo stato dell’arte della ricerca in tecnologie quantistiche illustrata da Angelo Bassi, professore ordinario di Fisica teorica all’Università degli Studi di Trieste.
Ancora non siamo di fronte a tecnologie mature, pronte cioè per il mercato. “Noi stiamo sviluppando una piattaforma ad atomi neutri”, ha spiegato Tommaso Macrì, Senior director of business development di QuEra Computing, “ma ne sono allo studio altre che usano gli ioni o i fotoni. Diciamo che ancora non esiste un equivalente del silicio”.
Nonostante questo l’interesse verso la tecnologia è grande e non riguarda solo chi fa ricerca o le aziende, ma anche i governi. Quello italiano, “che ha pubblicato una propria strategia e che con il Pnrr ha visto il primo grande finanziamento, pari a 200 milioni investiti in tre anni”, ha ricordato Marina Natalucci, Research Director del Quantum Computing & Communication Observatory del Politecnico di Milano.

