Il Wired Digital Day 2026 sarà di scena a Monfalcone, in Friuli Venezia Giulia, il 4 febbraio presso il Teatro Comunale Marlena Bonezzi.
La Regione, che conta un network integrato di 21 istituzioni attive nella Ricerca, Sviluppo e Innovazione (Sis- Sistema Scientifico e dell’Innovazione), rientra, a livello nazionale, tra quelle fortemente innovatrici (Strong Innovators, ndr) secondo il più recente Regional Innovation Scoreboard, un quadro di valutazione dell’innovazione regionale (Ris), che estende quello continentale e valuta le prestazioni innovative di questi soggetti in base a diversi indicatori.
Nel 2027 inoltre si concluderà, per il Friuli Venezia Giulia, un arco temporale di sei anni (2021-2027) che ha visto il sistema regionale lavorare per l’attuazione della Strategia S4, uno strumento di politica economica industriale che, grazie al ruolo trainante della ricerca e innovazione, mira a riposizionare l’ecosistema regionale verso logiche di sviluppo sostenibile a 360 gradi, grazie al traino di cinque aree di specializzazione intelligenti che comprendono, in particolare, transizione energetica, fabbrica intelligente, tecnologie marittime.
Insomma, il contesto è quello giusto per approfondire i temi della tecnologia e dell’innovazione al centro dell’evento promosso da Wired che ancora una volta punta a raccontare, attraverso la lente del rapporto tra territori e attori del cambiamento tecnologico e produttivo, le grandi sfide e i paradigmi dell’innovazione attuale e futura. Voci di rilievo globali e nazionali si confronteranno a Monfalcone con le eccellenze locali, grazie a un palinsesto lungo un giorno ricco di keynote e case studies.
Il programma della giornata
La transizione energetica è tema al centro del primo panel introdotto da Elena Harumi Stark, Head of Impact & Platform presso AENU, venture capital europeo specializzato in climate tech.
La seconda sessione della mattinata, invece, mette al centro deep tech e le connessioni tra ricerca e mercato: Rainer Kattel, Deputy Director, Institute for Innovation and Public Purpose (Iipp) UCL e Professor of Innovation and Public Governance presso Tallinn University of Technology, racconterà il ruolo del settore pubblico sul fronte della definizione di politiche e dell’allocazione di investimenti volti ad accelerare le tecnologie innovative e di frontiera, partendo da un osservatorio privilegiato come quello estone.
Spazio poi a tre casi italiani di passaggio dalla ricerca al mercato, che pongono il focus sull’IoUT, l’Internet of Underwater Things e sulle tecnologie acustiche sottomarine; sul climate risk assessment via dati satellitari e modelli Ml; sulle tecnologie per lo spazio, con la voce locale di PICOSATS – Space Technologies Solutions, startup già spin-off dell’Università di Trieste, fondata nel 2014 e specializzata nella ricerca, nello sviluppo e nella commercializzazione di sistemi di telecomunicazione all’avanguardia per il mercato dei piccoli satelliti e oltre.
Nel pomeriggio, un focus sul Quantum Computing, per fare un punto sullo stato dell’arte, allargando lo sguardo alle infrastrutture, alle competenze in gioco nello scenario italiano, alle applicazioni possibili, agli investimenti e alle tempistiche che, complici anche le Strategie esistenti, mirano a favorire un’evoluzione del settore a livello europeo

