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Workday sta “assumendo” agenti AI perché assumano i migliori talenti

di webmaster | Nov 6, 2025 | Tecnologia


San Francisco – Nuova vita alle risorse umane, o per lo meno a coloro che le gestiscono, tutto grazie all’intelligenza artificiale. Questo è il grande sogno di Workday, multinazionale dei software per la gestione aziendale: rivoluzionare la routine lavorativa quotidiana dei suoi 75 milioni di attuali utenti attraverso questa tecnologia, offrendo loro di “loggarsi” a una nuova piattaforma di gestione agenti capace di “guidare la produttività e valorizzare il lato umano”.

Carl Eschenbach, amministratore delegato di questa azienda americana con 8,446 miliardi di dollari di fatturato e 19.500 dipendenti, lo ha condiviso durante l’appuntamento a San Francisco in cui ogni 12 mesi annuncia le principali novità globali. Quest’anno è stata la volta di una squadra di agenti AI “non tradizionali”, ovvero che invece di limitarsi a seguire istruzioni passo a passo, hanno competenze autonome per supportare i dipendenti nei loro specifici ruoli.

Gestire sempre meglio persone e soldi” è il motto che risuona in ogni incontro, sempre declinato in una diversa possibile opportunità ma sempre ponendo l’accento su compliance e privacy. Secondo Eschenbach “l’AI non si può più ignorare nel mondo delle risorse umane”, ma sa benissimo che non si possono ignorare nemmeno le leggi e le preoccupazioni che questa innovazione porta con sé.

Agenti speciali evoluti

Per comprendere il disegno che Workday ha iniziato a proiettare sul proprio business, è fondamentale esplorare le principali novità annunciate e capirne la potenzialità e le intenzioni. La più immediata è l’entrata in campo di una nuova generazione di agenti AI, una sorta di “aiutanti” che grazie al machine learning sono in grado di automatizzare compiti ripetitivi, uno per ciascuno, o quasi. C’è quello che analizza continuamente i contratti aziendali per individuare opportunità e rischi nascosti, quello che cura i processi di audit e aggiorna i dati salariali, quello che monitora le transazioni e quello esperto in policy, per esempio.

In parte grazie a contributi interni o di terze parti, in parte attraverso acquisizioni e partnership, l’ecosistema di agenti cresce e con esso anche l’offerta. O almeno questo è ciò che Eschenbach e il suo team sperano, e hanno già plasmato una piattaforma per gestire l’ampio catalogo di agenti ai esperti e innovativi che sperano di confezionare e massimizzarne l’efficacia. Si può anche personalizzarne l’utilizzo, ciascuno può costruire la propria squadra, come nel fantacalcio, pagando solo per quanto la sfrutta. Parola d’ordine produttività, ma anche sicurezza e trasparenza sono tra i valori sottolineati da Workday, e poi c’è la conformità normativa, sia che si tratti di norme europee sia di statunitensi.

foto di Marta Abbà

Valori a priori senza confini

Nonostante le diversità di approccio tra i regolatori europei e quelli d’oltreoceano, il focus sulla privacy resta simile per chi come Aashna Kircher si occupa della strategia generale e delle prestazioni delle soluzioni per le risorse umane di Workday. “In Europa c’è una maggiore attenzione a questo aspetto, ma la sfida è comune: aiutare le aziende a migliorare la propria forza lavoro, gestendo l’adozione di nuove tecnologie”, spiega infatti Kircher a San Francisco. E in un incontro dedicato al mercato europeo, il vice presidente di Workday in Sud Europa Hervé Uzan lo ribadisce, sottolineando un’attenzione per le esigenze locali e trasversale e basata sui datiper poter aiutare i nostri clienti a costruire l’ai collegando i loro processi, applicazioni e strumenti con la nostra piattaforma e il nostro data lake”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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