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World Economic Forum, guerre (armate e commerciali) in primo piano, AI e ambiente sullo sfondo. Ecco quali sono i global risks del 2026

di webmaster | Gen 21, 2026 | Tecnologia


L’economia, in società fragili, è un detonatore di disordini

Rispetto alla precedente edizione del rapporto del World Economic Forum, i rischi economici guadagnano molto più peso. Tra i rischi percepiti per il prossimo biennio, il rallentamento economico e l’inflazione salgono entrambi di otto posizioni (collocandosi 11° e 21a), lo scoppio di bolle speculative di sette (18°) e la distruzione di infrastrutture critiche di quattro (22a).

Ma l’economia non è mai solo economia. Perché le disuguaglianze, al settimo posto in entrambe le classifiche, sono benzina sul fuoco. Con la ricchezza in mano a pochi e il costo della vita che resta alto, il sistema economico rischia di diventare a forma di K: con un braccio che sale, cioè grandi imprese e capitali che beneficiano della crescita, e un braccio (numericamente maggioritario) che resta indietro. E questo potrebbe essere un assetto permanente, non una crisi momentanea.

La polarizzazione sociale e politica mette sotto pressione la democrazia

Cosa succede in queste società in cui i più fanno fatica? Che “la crescente polarizzazione sociale e politica sta aumentando la pressione sui sistemi democratici, mentre movimenti sociali, culturali e politici estremisti mettono alla prova la resilienza delle istituzioni e la fiducia pubblica”, si legge. “La diffusione sempre più frequente di narrazioni contrapposte […] riflette un disincanto crescente nei confronti delle strutture di governance tradizionali, lasciando molti cittadini con la sensazione di essere esclusi dai processi decisionali e sempre più scettici sulla capacità delle politiche pubbliche di produrre miglioramenti concreti nelle condizioni di vita”.

Il rischio che cresce di più da qui ai prossimi dieci anni? L’intelligenza artificiale

Non facilitano le cose disinformazione e misinformazione, da tempo in cima alla lista dei rischi percepiti: nel 2026 sono al secondo posto con orizzonte a due anni e al quarto con orizzonte a dieci. Perché, citando il report, corrodono il dibattito pubblico, e lo fanno in modo ancora più pervasivo grazie all’intelligenza artificiale.

Gli impatti avversi dell’intelligenza artificiale sono inquadrati anche come rischio a sé. Pressoché invisibili nel breve periodo con la loro trentesima posizione, nel lungo periodo fanno un balzo in avanti fino alla quinta. Difficile pensare che gli esperti interpellati dal Wef siano luddisti. Piuttosto, sanno bene che una tecnologia così dirompente, capace di ridisegnare il lavoro, la difesa, la sicurezza e molto altro, è nelle mani di pochi.

I rischi ambientali “messi in pausa”, tutt’altro che risolti

In questo scenario così teso, c’è il rischio di mettere in secondo piano le condizioni del Pianeta in cui viviamo. Ed è proprio quello che succede nella classifica dei rischi a due anni, che si limita a citare eventi meteo estremi (al quarto posto) e inquinamento (al nono). Un cambiamento evidente rispetto ad alcune precedenti edizioni in cui i rischi ambientali erano la maggioranza. Spostandosi nella classifica a dieci anni, però, l’ambiente torna a conquistarsi l’attenzione che merita con cinque rischi in top ten (eventi meteo estremi, perdita di biodiversità e collasso degli ecosistemi, cambiamenti critici ai sistemi della Terra, carenza di risorse naturali, inquinamento). Uno scarto netto tra le urgenze di oggi e le minacce che, soprattutto se le sottovalutiamo, peseranno di più domani.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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