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X ha rilasciato un aggiornamento
per il suo chatbot di intelligenza artificiale, Grok, in modo da
evitare problemi nella modifica delle foto.
Nei mesi scorsi, Grok era finito sotto la lente di associazioni
e legislatori, anche da parte del Garante per la privacy
italiano, per i casi di deepfake sessuali creati a partire da
foto reali postate sull’ex Twitter e modificate tramite l’IA. X
era intervenuta limitando le capacità di generazione di immagini
di Grok ai soli abbonati a pagamento, rimuovendo la possibilità
di creare contenuti di persone reali in bikini, biancheria
intima e pose sessuali.
L’ultimo aggiornamento include strumenti per la privacy, come la
sfocatura dei volti, che consente di nascondere determinati
dettagli, tra cui informazioni sensibili, numeri di carta di
credito o di documenti.
Attraverso l’interfaccia di editing, gli utenti possono
richiedere modifiche specifiche digitando istruzioni testuali.
Con un post, Nikita Bier, a capo dei prodotti di X, ha mostrato
la trasformazione di una foto in un’opera esposta all’interno di
un museo. Questa implementazione di editing conversazionale
segue un modello simile a quello introdotto da Google per la sua
applicazione Foto nel settembre del 2025, dove l’intelligenza
artificiale Gemini viene utilizzata per regolare sfondi e altri
elementi visivi.
Sul fronte legale, la società madre di X, xAI, è attualmente
coinvolta in una class action negli Stati Uniti intentata da tre
ragazze che accusano Grok di aver consentito la creazione di
loro immagini sessualmente esplicite.
Il nuovo editor fotografico di X è già disponibile per iPhone,
mentre la distribuzione per la versione Android è prevista per
il prossimo futuro.
FP


