È xAI un neocloud adesso?

Mercoledì scorso, xAI ha fatto notizia con un’imprevista collaborazione con Anthropic. Questa intesa ha portato Anthropic ad acquisire tutta la capacità di calcolo del data center Colossus 1 di xAI, pari a circa 300 megawatt, permettendo così una rapida espansione dei propri limiti di utilizzo. Si tratta di un affare che potrebbe valere miliardi di dollari per xAI, trasformando l’azienda da un fornitore di intelligenza artificiale a un grande attore nel settore del calcolo.

Una mossa strategica contro OpenAI?

Seppur possa sembrare che questa partnership sia un attacco a OpenAI, soprattutto considerando la causa legale in corso tra le due aziende, Elon Musk ha spiegato su X (ex Twitter) che xAI ha già trasferito le proprie operazioni a un nuovo data center, il Colossus 2, e quindi non aveva bisogno di mantenere attivo Colossus 1. In un momento in cui l’uso delle soluzioni xAI sta diminuendo, in particolare per l’app Grok, questa alleanza si rivela vantaggiosa per migliorare il bilancio aziendale, soprattutto ora che xAI sta preparando il terreno per un’IPO in associazione a SpaceX.

Lo spostamento verso la fornitura di calcolo

La partnership con Anthropic offre a xAI una certezza economica e rafforza la propria immagine come fornitore di risorse computazionali. Questa mossa rappresenta un allontanamento dalla tradizionale concentrazione sull’addestramento di modelli di intelligenza artificiale, suggerendo che le vere ambizioni di Musk siano più orientate verso la costruzione e gestione di infrastrutture per il calcolo. A differenza di colossi come Google e Meta, che continuano a investire pesantemente nella creazione di data center per il proprio uso, xAI sembra voler monetizzare al meglio le proprie risorse disponibili, affittando potenza di calcolo ad aziende in cerca di servizi.

Recentemente, Sundar Pichai di Google ha riconosciuto che la crescita dei ricavi del Google Cloud è stata limitata a causa di vincoli di capacità, sottolineando così quanto sia difficile bilanciare le risorse destinate allo sviluppo di prodotti e quelle disponibili per il mercato.

Il modello “neocloud” di Musk

Spostando l’attenzione sui data center, sia terrestri che spaziali, xAI sembra posizionarsi come un “neocloud”, un modello d’affari in cui si acquistano GPU da Nvidia per successivamente affittarle ad aziende come Anthropic. Questa strategia, sebbene possa portare a profitti immediati, rappresenta anche una sfida significativa a causa delle pressioni dei fornitori e delle fluttuazioni della domanda.

Il valore attribuito a xAI, stimato in 230 miliardi di dollari durante un recente round di finanziamento, mette in evidenza l’ambizione di Musk rispetto ad altri attori di mercato, come CoreWeave, che forniscono capacità simile ma sono valutati significativamente di meno. Musk ha proposto un’idea audace e futuristica, che prevede anche la creazione di chip autonomi nel progetto Terafab, cercando di ridurre la dipendenza dai fornitori esterni.

Conclusione pratica

Il focus di xAI sulla fornitura di capacità di calcolo solleva interrogativi sulle sue intenzioni future e sul potenziale impatto sul mercato. Per le aziende italiane coinvolte nel settore dell’intelligenza artificiale e del calcolo, un aumento della disponibilità di servizi di questo tipo potrebbe aprire nuove opportunità, ma anche amplificare la concorrenza. Con l’espansione di xAI e la sua traiettoria verso un modello di business incentrato sui data center, è cruciale per le imprese locali rimanere aggiornate su questi sviluppi e prepararsi a cogliere le sorprese di un ecosistema in rapido cambiamento.