Zerocalcare, i riferimenti pop di Strappare lungo i bordi



Da Wired.it :

Le scene in cui Zerocalcare parla degli studenti a cui ha fatto ripetizioni sono esilaranti. Come indimenticabili i riferimenti che utilizza, come quando cita la fusione di Dragon Ball come metafora della simbiosi fra le due ragazze a cui insegna.

Molto importante è anche il film che Zero regala a Ludovico Lucertolini, altro suo allievo che poi scopre essere diventato nazista: si tratta de L’odio di Mathieu Kassovitz, sulla dura vita dei giovani nelle banlieue parigine. La storia e in particolare l’episodio dell’uomo che cade da una finestra (“Fin qui annamo bene…” nella versione romanesca intitolata Che odio) sono fra i più citati nelle opere di Zerocalcare.

Non potevano mancare ulteriori accenni a Star Wars, come quando Zero immagina il suo confronto col Secco come una sfida tra il sé stesso nei panni di un Jedi e l’amico in quelli del temibile Darth Maul. Nel corso della serie vengono citati anche altri film come Full Metal Jacket (il sergente Hartman fuori dalla pizzeria della pizza Stocazzo), Arancia Meccanica (i genitori di Alice a un certo punto sono infatti ritratti come drughi) e Castway (con l’Armadillo disegnato su un pallone tipo Charlie).

Una nota commovente, per concludere: nella folla del funerale che risulta essere il momento decisivo per il protagonista alla fine della serie s’intravede un personaggio dalla testa di panda. Si tratta con tutta probabilità di Giacomo Bevilacqua, autore di A panda piace e molto amico di Zerocalcare.



[Fonte Wired.it]