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Acqua di mare, รจ sicuro usarla per condire il cibo?

di webmaster | Ago 19, 2024 | Tecnologia


Da qualche anno ogni estate torna immancabile il tormentone: video virali di gente che immerge nell’acqua di mare friselle, burrate, verdure e altri alimenti prima di consumarli. Una forma di condimento โ€œnaturaleโ€, che attrae, altrettanto puntualmente, le critiche di chi reputa antigenici questi comportamenti, in particolare nei mari sovraffollati di bagnanti e imbarcazioni dei giorni nostri. Chi ha ragione, e perchรฉ?

Per iniziare, รจ bene ricordare che effettivamente quella di intingere friselle e gallette nellโ€™acqua di mare, per ammorbidirle e salarle allo stesso tempo, era unโ€™usanza comune in molte comunitร  di pescatori. Quando si partiva per lunghe spedizioni di pesca in mare aperto, dโ€™altronde, era normale portare con sรฉ lo stretto necessario per alimentarsi, e la possibilitร  di reidratare un pane a lunga conservazione senza sprecare preziosa acqua potabile era senzโ€™altro benvenuta. Da qui, le ricette โ€œtradizionaliโ€ di piatti come le friselle pugliesi o la capponadda ligure, che in passato (almeno secondo la tradizione) venivano bagnate in acqua marina prima di essere consumate.

Tradizioni e tempi moderni

Non tutto quello che รจ tradizionale รจ perรฒ necessariamente anche salutare. E i mari in cui navigavano i nostri antenati non erano sicuramente gli stessi in cui facciamo il bagno oggi: scarichi fognari, battelli a motore che disperdono idrocarburi e altre schifezze, e torme di bagnanti hanno certamente reso meno salubri le acque costiere rispetto a qualche secolo fa. E quindi quando immergiamo il cibo nel mare, non consumiamo solo il sale presente nellโ€™acqua, ma anche tutto il corredo di virus, microorganismi e inquinanti che gli fanno compagnia.

Batteri fecali come lโ€™Escherichia coli, gli streptococchi e gli entorococchi oggi sono una presenza relativamente comune nelle acque del mare, e possono causare disturbi gastrointestinali anche seri una volta ingeriti. Allo stesso modo, norovirus e altri agenti virali possono inquinare le acque marine e provocare fastidiose gastroenteriti una volta raggiunto il nostro apparato gastrointestinale.

Detto questo, le acque del mare vengono monitorate regolarmente dal Ministero della Salute e dalle agenzie regionali, che diramano bollettini periodici sulla situazione microbiologica e sulla balneabilitร  dei vari tratti di costa (la qualitร  delle acque รจ classificata secondo quattro classi: eccellente, buona, sufficiente o scarsa). Ed รจ quindi possibile verificare lo stato di salute delle acque prima di decidere se intingere, o meno, le proprie friselle nel mare.

Questo rende lโ€™operazione priva di rischi? Non proprio, perchรฉ i controlli vengono effettuati con cadenza mensile, e la sfortuna รจ sempre dietro lโ€™angolo. Ma ognuno di noi, in fondo, รจ responsabile per la propria salute (e innegabilmente, anche solo facendo il bagno ingeriamo quantitร  non trascurabili di acqua marina). Se vogliamo proprio utilizzare lโ€™acqua marina in cucina, perรฒ, il modo piรน responsabile sarebbe bollirla e filtrarla, e usarla magari a quel punto per bollire la pasta senza bisogno di aggiungere il sale.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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