Le big tech non hanno mai speso cosรฌ tanto per fare pressione sui chi decide a Bruxelles. Il budget destinato a fare lobby su funzionari e politici del nostro continente si รจ impennato negli ultimi anni: dai 97 milioni di euro del 2021 ai 151 milioni del 2025: il 55,6% in piรน in quattro anni, il 33,6% solo negli ultimi due. Lo afferma un rapporto delle ong Corporate Europe observatory e Lobby control, basato su dati estrapolati dallo Eu Transparency Register. Soldi che servono per pagare eventi, societร di relazioni pubbliche, e finanziare centri studi e think tank. Secondo le ong, รจ in corso un attacco โaggressivoโ alle normative comunitarie sul digitale, le piรน avanzate al mondo: un atteggiamento โ quello dell’Unione โ che aveva condotto, lโanno scorso, allโadozione dellโAI Act per governare il processo di sviluppo dellโintelligenza artificiale.
Come le big tech stanno cambiando l’Europa
Le big tech vogliono regole piรน morbide
Non รจ difficile capire perchรฉ i colossi del business digitale (prevalentemente a stelle e strisce, ma non solo) storcono il naso: piรน regole significa meno opportunitร . Cosรฌ la squad che si fa la guerra quando si deve contendere gli acquisti online si รจ trovata, per una volta, dalla stessa parte della barricata. E ha reagito chiamando a soccorso amici potenti, come il presidente statunitense Donald Trump, a cui hanno rivolto elogi smisurati in questi mesi. In cambio di un atto di sottomissione impensabile solo qualche anno fa โ vale la pena di ricordare che la Silicon Valley รจ storicamente associata al fronte liberal, cioรจ democratico โ, l’amministrazione populista ha sfoderato tutta la propria potenza di fuoco. Se a gennaio Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato di Meta (che possiede Facebook, Instagram e Whatsapp) aveva definito il Digital services act europeo come โcensuraโ, il vicepresidente J.D. Vance lo aveva sostenuto dalla Conferenza di Monaco sulla sicurezza, affermando che โin Europa la libertร di parola sta facendo passi indietroโ.
E chiedono sostegno a Trump contro Bruxelles
A febbraio รจ stato il turno di Trump, che con un ordine esecutivo ha fatto la voce grossa. Lโordine si intitola โ nello stile politicamente scorretto divenuto usuale per la Casa Bianca โ Difendere le societร e gli innovatori americani dalle estorsioni dโoltremare e da multe e penalizzazioni inique. Si tratta di unโinvettiva che, neanche a dirlo, minaccia dazi e ritorsioni contro chi prevede tasse sul digitale. Nellโelenco dei paesi attenzionati cโรจ anche lโItalia.
Gli effetti di questa campagna non hanno tardato a farsi sentire. E per suggerire come scrivere le nuove norme โ o modificare quelle giร in vigore โ le multinazionali del web hanno sguinzagliato eserciti di uomini in giacca e cravatta con accesso ai corridoi del potere. โCi sono pochi dubbi sul fatto che l’impatto ci sia statoโ, dice a Wired Bram Vranken, campaigner di Corporate Europe observatory. โPer tutto lโultimo anno Big tech ha intensificato lโattivitร di lobbying spendendo come mai prima โ e lโoffensiva sta pagandoโ.
Pochi giorni fa un reportage da Bruxelles condotto dal magazine Politico (sempre molto informato sugli umori delle assise continentali) certificava come nella capitale belga il vento stia cambiando e le voci che premono per una sospensione dellโAI Act stiano guadagnando terreno, trasformando lโEuropa, terra dei diritti digitali e non, in una regione guidata dalla preoccupazione di perdere la gara per il futuro. Del resto, lโex presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, voce accorata dellโeconomia globale (ma portatore di una visione plasmata anche dalle esperienze nellโorganico di grandi attori della finanza), aveva bastonato il regolamento europeo sostenendo come fosse โfonte di incertezzaโ.ย I tempi cambiano, e cambia anche il lessico: โOggi per fermare la governance del digitale si parla di semplificazioneโ, spiega Vranken, โche รจ diventata la nuova parola per dire deregulationโ.
Ma i rischi sono reali, oltre che digitali
Ma i rischi che comporta lโintelligenza artificiale sono altrettanto preoccupanti. E un gruppo di filosofi ha giร lanciato lโallarme, mostrando pessimismo per il futuro se al volante di una macchina lanciata a 300 all’ora resteranno solo i business guys. I colossi tecnologici, peraltro, compreso di essere spalleggiati da Washington, ha messo nel mirino anche il Digital markets act e il Digital services act, altre due normative intese a regolare il mercato continentale. Riuscirร a imporsi?
I numeri della lobby tech
Ad avere piรน incontri di tutti con i funzionari della Commissione, secondo Corporate Europe observatory, sarebbe stata Google, con 416 meeting. Seguono Meta (262) e Microsoft (250). Amazon รจ โsoloโ a quota 176; Apple si ferma a 144. Per capire a cosa servono questi rendez-vous puรฒ essere utile fare ricorso alla psicologia: si tratta di ricostruire la geografia del potere, di individuare gli anelli deboli su cui fare pressione โ usando la leva dei posti di lavoro, per esempio โ e ammorbidire i decisori. Il lobbismo, quando รจ regolato, รจ questo โ e puรฒ persino essere utile.


