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SpaceX, perché Musk è finalmente pronto a portarla in Borsa dopo anni di resistenze

di webmaster | Dic 13, 2025 | Tecnologia


Quando Musk ha capito che i satelliti di Starlink potevano essere sviluppati in modo da diventare una rete di data center distribuiti, il progetto “era solo questione di tempo”, spiega Abhi Tripathi, ex dipendente di SpaceX e oggi direttore delle operazioni di missione al Berkeley space sciences laboratory dell’Università della California a Berkeley.

“È in quel momento che un’Ipo è diventata all’improvviso una possibilità dopo essere stata un’opzione improbabile per così tanto tempo. Se avete seguito le tattiche di Elon, sapete che quando decide di fare qualcosa ci si dedica completamente. Gran parte della corsa all’AI si gioca sulla capacità di accumulare e impiegare risorse che lavorano più velocemente della concorrenza. Un tesoretto ottenuto attraverso un’Ipo darebbe un impulso enorme alla sua strategia e complicherebbe la vita a tutti gli altri”, ha spiegato Tripathi ad Ars Technica.

Oggi l’obiettivo principe di Musk è quello di vincere la corsa all’intelligenza artificiale. Una partita che l’imprenditore sta già giocando con xAI e con Tesla, e in cui ora vuole schierare anche SpaceX. Quotare la società in Borsa e usarla per mobilitare una quantità straordinaria di risorse mostra chiaramente che la strategia è finalizzata alla leadership nel settore.

E Marte?

Musk ha fondato SpaceX nel 2002 con l’obiettivo di colonizzare Marte. In oltre vent’anni, non ha mai abbandonato la missione, verso cui l’azienda ha peraltro fatto passi da gigante. Oggi SpaceX lancia più del 90 per cento dei razzi a livello globale, gestisce quasi il 90 per cento dei satelliti in orbita e sostiene una parte significativa delle attività civili e militari del governo statunitense nello spazio. Con Starship inoltre sta costruendo il primo veicolo che potrebbe portare gli esseri umani su Marte, insieme a una grande quantità delle risorse necessarie alla sopravvivenza sul pianeta rosso.

Ma se la ragione per cui Musk ha sempre tenuto SpaceX lontana dalla Borsa era proteggere il sogno marziano, il cambio di rotta è il segnale che ora ha deciso di abbandonare l’obiettivo?

Non necessariamente. È probabile infatti che Musk veda l’intelligenza artificiale come un elemento centrale anche per Marte. L’imprenditore, per esempio, crede fermamente nelle potenzialità dei robot umanoidi Optimus e ha già parlato della possibilità di inviarli sul pianeta per preparare il terreno ai primi coloni umani.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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