Un numero comunque notevole, specie considerando i danni e la devastazione che l’utilizzo di una sola di quelle armi causerebbe qualora dovesse essere utilizzata. Ciò che contava maggiormente, nello spirito diplomatico alla base del trattato, era proprio l’articolato sistema di trasparenza e verifica che contempla. Un sistema fatto di regolari scambi di dati, notifiche sui movimenti delle forze strategiche e la previsione di decine di ispezioni all’anno. Il cuore del New START era l’intento costruttivo che mirava a dar vita a una rete di rapporti di fiducia tra le due superpotenze. Era una dimostrazione del periodo di relativa distensione in cui era stato stipulato.
Il trattato prevedeva una durata dieci anni, con l’opzione – utilizzabile una sola volta – di estendere la validità di altri cinque anni tramite consenso reciproco. Nel 2021, nel contesto di un riavvicinamento iniziale tra Washington e Mosca, il presidente statunitense Joe Biden e il presidente russo Vladimir Putin attivarono tale opzione, estendendo la validità del trattato fino al 5 febbraio 2026, senza rinegoziare i suoi contenuti.
Oggi le relazioni tra USA e Russia si sono deteriorate, anche sul nucleare
A inizio settimana, l’agenzia di stampa russa Ria Novosti ha riportato le parole del viceministro degli Esteri russo, Sergej Ryabkov, che parlato di “provocazioni” statunitensi in merito agli armamenti nucleari: “Questo è un momento nuovo, una nuova realtà, e siamo pronti”, ha aggiunto Ryabkov.
Più che a provocazioni dirette, il motivo del deterioramento delle relazioni tra i due stati in merito a un ulteriore rinnovo dell’accordo o a una sua riformulazione sta nell’apparente immobilismo negoziale.
Nel settembre 2025, il presidente russo Vladimir Putin aveva proposto una estensione volontaria di un anno dei limiti numerici, condizionata a un impegno simmetrico di Washington, ma non è seguita una negoziazione formale, né una risposta concreta, secondo la versione del Cremlino. A gennaio, intervistato dal New York Times, il presidente statunitense Donald Trump era tornato sulla questione affermando che “se deve scadere, scadrà. Faremo un accordo migliore”.

