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Fuga da ChatGPT, perché Claude lo ha superato nei download quotidiani (sì, c’entra il Pentagono)

di webmaster | Mar 5, 2026 | Tecnologia


Nel corso di febbraio il tasso di cancellazioni dell’app di ChatGPT dagli smartphone degli statunitensi si è attestato su una media del 9% al giorno. Sabato 28 febbraio è schizzato al 295%. Lo dice la testata TechCrunch, citando la società specializzata Sensor Tower. Poche ore prima, OpenAI siglava un accordo con il dipartimento della Guerra (così l’amministrazione Trump ha ribattezzato il dipartimento della Difesa) per gli usi militari della propria tecnologia. Rimpiazzando così Anthropic, reo di essersi opposto alle richieste del Pentagono sulle applicazioni più spregiudicate. Gli utenti, o almeno una buona parte di loro, non sono rimasti a guardare. Lo testimoniano i download di Claude, il chatbot di Anthropic. Più 37% su base giornaliera venerdì 27 febbraio, +51% sabato 28. Siamo di fronte alla prima culture war sull’AI?

Il “gran rifiuto” di Anthropic al dipartimento della Guerra

Anthropic ha rapporti da tempo con il dipartimento della Difesa statunitense, con cui ha siglato anche un contratto da 200 milioni di dollari a metà del 2025. Le relazioni, però, hanno iniziato a incrinarsi quando il Pentagono ha iniziato a fare pressioni affinché l’azienda rimuovesse qualsiasi restrizione alle possibili applicazioni militari della sua tecnologia. Ce ne sono due che il cofondatore Dario Amodei ha respinto con forza: la sorveglianza e la progettazione e messa in funzione di armi autonome.

Per tutta risposta, il 27 febbraio l’amministrazione Trump ha messo al bando i sistemi di Anthropic. Salvo poi usarli comunque, poche ore dopo, nell’operazione Epic fury condotta con Israele contro l’Iran. Secondo le ricostruzioni del Wall Street Journal, il dipartimento della Difesa si sarebbe appoggiato a Claude per realizzare valutazioni di intelligence, identificare obiettivi e simulare scenari di battaglia.

Cosa cambia tra l’accordo negato da Anthropic e quello siglato da OpenAI

Uscito Anthropic, ci ha pensato subito OpenAI a colmare il vuoto, siglando un’intesa con il dipartimento guidato da Pete Hegseth che apre all’uso delle sue tecnologie in “ambienti classificati” (cioè le infrastrutture governative che maneggiano informazioni riservate). Con alcuni paletti messi ben in evidenza, però: niente sorveglianza di massa sui cittadini statunitensi, niente direzione di sistemi d’arma autonomi, niente “decisioni automatizzate ad alto impatto” come il social scoring.

La differenza appare sottile, ma c’è. Come spiega un’analisi pubblicata dal MIT Technology Review, Anthropic ha seguito un approccio morale che le ha fatto guadagnare molti sostenitori ma che non ha portato a un accordo, mentre OpenAI ha adottato un approccio pragmatico e giuridico che, in ultima analisi, è più accomodante verso il Pentagono”. In altre parole, OpenAI cita diverse leggi e politiche relative alle armi autonome e alla sorveglianza e si basa sul presupposto che il governo non le violerà. Un presupposto che Anthropic non ritiene sufficiente.

ChatGPT perde terreno rispetto a Claude negli store, ma resta un colosso

Di fronte a uno scontro di questo peso, con una guerra in corso in Medio Oriente dagli esiti imprevedibili, anche la scelta del chatbot da usare diventa una presa di posizione. Si spiegano così i dati sulle disinstallazioni e sui download delle due app. Secondo Sensor Tower, venerdì 27 i download di ChatGpt aumentavano del 14% su base giornaliera: il giorno successivo hanno segnato un calo del 13%. E fioccano le recensioni a una stella. Sabato, intanto, i download di Claude sono cresciuti dell’88% rispetto al giorno prima superando per la prima volta quelli del rivale. Si capisce dunque il motivo per cui, mentre scriviamo, Claude ha scalato i ranking dell’App Store di Apple e del Play Store di Google negli Stati Uniti e in vari Paesi europei.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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