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L’Italia come la California? Sì, se parliamo di batterie e stoccaggio di energia pulita. Il modo migliore per tagliare le bollette

di webmaster | Mar 24, 2026 | Tecnologia


Il costo della tecnologia, sempre più alla portata

A rendere tutto questo possibile è il crollo dei costi della tecnologia. Dal 2015, il costo delle batterie è sceso in media del 20% all’anno, rendendo gli investimenti nello storage sempre più attraenti dal punto di vista finanziario. A livello europeo, la capacità di batterie di grande scala ha superato i 10 gigawatt nel 2025, più del doppio rispetto ai 4 gigawatt di appena due anni prima. E la pipeline di progetti in tutta l’Ue supera ormai i 40 gigawatt.

Ma il percorso non è privo di rischi. “L’importante adesso è non perdere il treno”, avverte Petrovich. “Le batterie stanno diventando sempre più competitive, ci sono ragioni economiche strutturali per cui banche e investitori stanno investendo in questa capacità. Ma è sempre possibile fare politiche retroattive, mettere i bastoni tra le ruote a progetti anche ben avviati”. Il riferimento, neanche troppo velato, è a precedenti come quello delle comunità energetiche, dove promesse di finanziamento si sono tradotte in risultati ben al di sotto delle aspettative.

Petrovich sottolinea anche la differenza tra la dipendenza dai combustibili fossili e quella, spesso evocata, dalle batterie cinesi: “Sono due dipendenze molto diverse. Il combustibile fossile lo bruci una volta e va via, devi continuamente reimportarlo. Una batteria è un asset che, una volta installato, produce servizi per vent’anni e poi i materiali si possono riciclare. Paragonare le due cose è un po’ fuorviante”.

Del resto, l’idea che le batterie siano un affare esclusivamente cinese è smentita dai numeri. L’Europa centrale ospita già hub manifatturieri significativi: l’Ungheria, a gennaio 2025, concentrava quasi il 40% della capacità di assemblaggio di celle dell’Ue, mentre la Polonia è già tra i primi tre esportatori di batterie al mondo e ha in cantiere una delle pipeline di gigafactory più ampie del continente.

Come spesso accade in questo periodo, l’Italia si trova a un bivio. Da un lato, le premesse per una rivoluzione delle batterie ci sono tutte: una posizione di leadership europea, progetti concreti in cantiere, un sistema di aste che ha dimostrato di funzionare, costi della tecnologia in caduta libera. Dall’altro, il rischio è quello di rallentare un treno che, come dimostra il caso californiano, può andare molto veloce. “Rallentare – conclude Petrovich – significa ritardare una soluzione che potrebbe far scendere i prezzi dell’energia per famiglie e imprese e ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni fossili”. La direzione, quindi, è quella giusta. Fondamentale è non fermarsi.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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