Il voto del 5 marzo è arrivato dopo la crisi politica del 2025, quando proteste giovanili erano esplose in tutto il paese. La mobilitazione, inizialmente scatenata da un blocco dei social media, aveva provocato decine di morti e portato alla caduta del governo in carica. Per molti elettori, queste elezioni sono state un vero e proprio referendum sulle élite politiche tradizionali.
Dalle proteste alla vittoria, la generazione Z e l’ascesa di Balen
Per capire perché Shah abbia ottenuto un risultato così ampio bisogna partire dalla sua biografia: 35 anni, ingegnere civile e rapper diventato celebre con testi contro la corruzione delle élite politiche, Balen era già emerso nel 2022 quando aveva vinto a sorpresa la corsa per il municipio di Kathmandu. Durante questa campagna nazionale, la sua strategia comunicativa è stata fortemente orientata alle piattaforme digitali, con video brevi, meme politici e livestream coi volontari.
La generazione Z – la stessa che ha guidato le proteste del settembre 2025 – è stata centrale nel successo elettorale. Gruppi nati su Telegram e TikTok durante quelle mobilitazioni si sono trasformati in hub di coordinamento durante lo spoglio, rilanciando in tempo reale i dati della Commissione elettorale e commentando collettivamente online. Decine di migliaia di giovani hanno seguito i risultati come se fosse uno spettacolo live, condividendo reazioni, grafici e mappe interattive create da volontari digitali.
I risultati del voto sembrano rispecchiare questa dinamica. Circa 38 per cento dei parlamentari eletti hanno meno di 40 anni, segno dell’impatto diretto della Gen Z. Il turnout generale è stato intorno al 60 per cento, con i giovani che hanno giocato un ruolo decisivo nella partecipazione elettorale. “Questa è la nostra generazione che entra finalmente nella politica del paese”, ha detto un attivista universitario a una testata internazionale, parlando della vittoria di Shah come dell’esito naturale delle proteste che avevano messo sotto pressione i partiti storici. In un paese con un’età mediana poco sopra i 25 anni, per molti giovani questa elezione è stata percepita come una rivoluzione culturale oltre che politica.
Cosa succede ora? Parlamento, governo e la sfida del potere
Dopo la vittoria elettorale, per il Nepal si apre la fase istituzionale. Il paese ha un parlamento federale bicamerale, ma il governo dipende dalla Camera dei rappresentanti, composta da 275 seggi: 165 eletti nei collegi uninominali e 110 con rappresentanza proporzionale nazionale. Secondo i conteggi finora completati e aggregati dalla Commissione elettorale, il Rastriya Swatantra Party (Rsp) guida anche nel voto proporzionale, confermando la portata nazionale del suo successo. La nomina del primo ministro non è automatica: in Nepal il capo del governo non è eletto direttamente dai cittadini, ma scelto dai membri della Camera dei rappresentanti.


