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Alla Milano Design Week il futuro del design si gioca tra AI, talento e nuove competenze

di webmaster | Apr 9, 2026 | Tecnologia


Dal 20 al 26 aprile 2026, a Milano, in occasione del Salone internazionale del Mobile, torna anche la Design Week, un momento privilegiato di espressione per l’industria e gli addetti ai lavori. Come annunciato dal Comune di Milano, l’edizione 2026 “segna un nuovo record: sono previste più di 267 iniziative negli spazi pubblici, nei punti vendita e negli showroom delle storiche zone del design, nei palazzi storici, nei musei, nei teatri e negli spazi ex industriali, anche nei quartieri più lontani dal centro”.

Un settore in trasformazione

L’evento ha un respiro sempre più globale e come tale rimanda – ben oltre il comparto italiano che pure ha un grosso peso specifico – a discussioni più larghe sulla trasformazione della design industry in virtù dei nuovi scenari tecnologici e delle nuove competenze che devono essere trasversali proprio al fine di trovare la sintesi possibile tra diverse istanze. La convergenza tra design e tecnologia, come sottolineano alcune analisi, dimostra sempre più il bisogno di un “apprendimento integrato”, quindi della necessità di affiancare competenze in materia di intelligenza artificiale, analisi dei dati e tecnologie emergenti alle discipline creative principali, al fine di consentire anche “una collaborazione più stretta con i team IT e di ingegneria”.

Un’eccessiva enfasi solo sulle competenze tecniche, infatti, rischia di lasciare in secondo piano l’importanza dell’approccio umano, che è fondamentale in una fase in cui i designer possono posizionarsi come partner indispensabili di molti processi di trasformazione dove contano sostenibilità, inclusività ed esperienza dell’utente (esemplare in questa logica il contributo che può venire dalla design innovation).

Contesti come quelli della Design Week, dunque, sono perfetti per capire anche come l’industria stia reagendo e ottenendo risposte a questi nuovi bisogni, posto che l’incontro con i nuovi talenti spesso avviene ben prima della conclusione formale dei percorsi di formazione. Installazioni, progetti e collaborazioni sono espressione di questa sinergia, che le grandi realtà della formazione, con un approccio industry-oriented, colgono e rivendicano a dimostrazione della capacità di riuscire a incidere anche trasformando il proprio modello accademico.

Tra reputazione e employability

Il tema è molto sentito, per restare nell’ambito milanese, in casa Marangoni, realtà formativa che arriva alla Milano Design Week di quest’anno con il buon vento dell’entrata nella Top 50 delle istituzioni mondiali nella categoria Arte e Design, nell’ambito della QS World University Ranking by Subject 2026. Il posizionamento attuale è al 45esimo posto, mentre in precedenza figurava nella top 100 globale.

Come indicato dallo stesso Istituto Marangoni, nato a Milano nel 1935 oggi conta circa 5mila studenti l’anno, provenienti da 108 differenti nazioni nelle sue diverse sedi comprese quelle estere, particolarmente rilevante, ai fini della nuova classificazione, “è l’incremento dell’Employer (Industry) Reputation Indicator, che passa da 51.4 a 71.4, uno dei miglioramenti più significativi”, dato che conferma la forte connessione di Istituto Marangoni con l’industria creativa e la capacità dell’istituto di formare professionisti altamente qualificati, pronti a inserirsi con successo nel mondo del lavoro”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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