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Cao Fei alla Fondazione Prada “Quello che voi qui pensate sia il futuro dell’agricoltura in alcune parti del mondo è già arrivato”

di webmaster | Apr 9, 2026 | Tecnologia


Quale sarebbe?

“I contadini che ho osservato, in Cina come in Thailandia o in Vietnam, lungi dall’essere alienati dalla tecnologia, hanno integrato i droni nei loro rituali ancestrali. Ci sono agricoltori che bruciano incenso e offrono doni ai robot volanti per propiziare il raccolto, trasformando macchine prodotte in serie in nuove divinità dell’abbondanza. È innegabile che la smart agricolture, che le nuove tecnologie applicate su ampia scala in maniera intelligente, hanno migliorato di molto la vita dei contadini: aiutano a produrre di più, e con minor fatica”.

La tecnologia che l’ha maggiormente sorpresa in questa sua lunga indagine che ha realizzato all’interno di XAG, azienda leader a livello mondiale nella robotica agricola, che ha sede a Canton?

“I droni, ovviamente: mi ha colpito il loro modo di usarli in altura, per trasportare le banane, ad esempio. Ma anche le risaie automatizzate o le tecnologie incredibili usate nelle zone più desertiche per rendere fertili certi terreni e irrigarli a dovere: potevano essere manovrate a grande distanza da persone comodamente sedute in zone più temperate. In Cina ma anche in quello che qui in Occidente chiamate il Sud del mondo si sta sperimentando moltissimo, ed è una sperimentazione che riguarda anche voi italiani: quel che viene immesso nel mercato mondiale è anche frutto di uno sviluppo agricolo che sta impiegando molte tecnologie intelligenti. So che in Europa il rapporto con i droni e con i dati che questi raccolgono è molto diverso da quel che accade in Cina: da noi se lo Stato decide di applicare su vasta scala le tecnologie, queste si applicano ovunque, senza discussioni sulla sicurezza, sulla privacy, sulla raccolta di dati. Migliaia di villaggi sono diventati forzatamente ‘smart’. Questo ha avuto però conseguenze anche positive sull’ occupazione: molti lavori sono diventati più tecnologici e meno pesanti e molte donne possono accedervi. È incredibile come, almeno in parte e per quello che ho potuto vedere, le competenze tecniche stanno scardinando le gerarchie di genere consolidate nelle campagne, offrendo alle donne nuove forme di autonomia professionale”.

Quindi hanno ragione tutti colori che la definiscono un’ “inguaribile ottimista”, anche in questi tempi così complessi?

“Non sono una scienziata. Sono un’artista, forse anche un’antropologa. Mi piace osservare e cerco di avere la mente scevra da pregiudizi. Certamente, l’accelerazione che la tecnologia ha dato all’agricoltura l’ha resa più smart, più efficiente nella produzione di massa, direi anche “più comoda” da gestire rispetto a quanto accadeva in passato, nelle campagne cinesi. Ma non sono cieca ai problemi che possono esserci, come la necessità di dover contrattare questo cambiamento, specie qui in Europa, con i sindacati, quella di tutelare i dati che vengono raccolti con i droni e anche di controllare la produzione agricola per evitare una sovrapproduzione inutile. Non mi piacciono le risposte definitive e con il mio lavoro non voglio darne: in questa mostra vorrei offrire uno spazio di riflessione in cui l’antico, il moderno e l’ultratecnologico convivono insieme. L’arte contemporanea, in un momento così, non può limitarsi all’estetica: deve interrogarsi sulle contraddizioni del presente. Quello che voi qui pensate sia il futuro dell’agricoltura, in alcune parti del mondo è già arrivato”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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