Imitando il profumo dei fiori, attirano con l’inganno le loro prede, le api. ร la sofisticata strategia del coleottero Meloe proscarabaeus, le cui larve emettono un mix di odori volatili che ricordano quelli dei fiori per attirare le api, attaccarsi a loro e farsi trasportare fino all’alveare per poi mangiarne le uova e il nettare. A dimostrarlo in un recente studio pubblicato sulla rivista pre-print bioRxiv รจ stato un team di chimici del Max Planck Institute for Chemical Ecology, secondo cui appunto questa specie di coleottero รจ il primo esempio in assoluto di un animale che riesce a imitare l’odore dei fiori.
I coleotteri
Ricordiamo brevemente che i coleotteri appartenenti alla famiglia Meloidae, come appunto Meloe proscarabaeus, sono insetti le cui larve, simili a pesciolini di terra, si arrampicano in massa sulla cima dell’erba e dei fusti delle piante e aspettano l’arrivo di un’ape solitaria. Per far luce su come le larve riescano ad attirare gli impollinatori, i ricercatori del nuovo studio hanno per prima cosa raccolto circa 40 esemplari adulti, posizionandoli in una serra, dove poi si sono accoppiati, hanno scavato nel terreno e deposto migliaia di uova. Dopo la schiusa, le loro larve si sono arrampicate sugli steli d’erba della serra. Da qui, i ricercatori hanno raccolto e analizzato le larve con uno strumento chiamato gascromatografo-spettrometro di massa, in grado di rivelare le sostanze chimiche presenti in una miscela complessa, rappresentandole su un grafico chiamato cromatogramma.
Il profumo dei fiori
Dalle successive analisi chimiche, i ricercatori hanno potuto osservare la presenza di una sorta di โbouquet di composti volatili che ricordano molto il profumo dei fioriโ, si legge nello studio. In particolare, le larve dei coleotteri emettono un mix di molecole relativamente leggere chiamate monoterpenoidi, come ad esempio l’ossido di linalolo e l’aldeide lilla, che sono rare negli insetti ma molto comuni nelle piante. โร stato del tutto inaspettato per noi”, ha commentato a Science l’autore dello studio, Tobias Kรถllner. “Abbiamo visto il cromatogramma e abbiamo pensato: ‘Questo รจ un fiore, non un insetto”. Per testare poi l’effetto di questi composti volatili sugli impollinatori, il team ha svolto diversi esperimenti con le api Osmia bicornis e Colletes similis, mostrando che entrambe ne sono state attratte.
L’inganno dei coleotteri
A differenza delle strategie basate sull’imitazione dei feromoni sessuali, inoltre, il profumo dei fiori emesso delle larve dei coleotteri presenta un vantaggio, ossia quello di attrarre sia le api maschi che femmine. Solo queste ultime, infatti, tornano ai loro alveari, evitando quindi ai coleotteri la necessitร di passare da un maschio all’altro. Il nuovo studio, quindi, allarga il concetto di mimetismo chimico a piรน regni, svelando che gli animali possono sviluppare percorsi biosintetici per sfruttare la comunicazione tra pianta e impollinatore. Questi risultati โsono sorprendenti e concettualmente entusiasmanti”, ha commentato a Science Ko Mochizuki, ecologo dell’Universitร di Tokyo. โSollevano l’intrigante domanda su quanto possa essere diffuso questo tipo di mimetismo chimico e quanto spesso sia passato inosservato”.


