Una teoria sostiene che le trasmissioni provengano dallo stesso Iran e facciano parte dei suoi sforzi di intelligence in tempo di guerra (una strategia sensata in particolare se i tradizionali canali di comunicazione segreti sono stati interrotti). “Una stazione di questo tipo sarebbe apparsa se i servizi segreti iraniani avessero perso la loro abituale via di comunicazione segreta con gli agenti all’estero, a causa degli attacchi israeliani e statunitensi”, afferma Goldmanis.
Una seconda e più accreditata tesi ritiene invece che gli Stati Uniti, Israele o un gruppo di opposizione iraniano in esilio in Europa stiano usando trasmettitori a onde corte per raggiungere gli alleati all’interno del paese. “C’è anche l’ipotesi che queste trasmissioni siano usate per confondere e distrarre la sicurezza iraniana“, aggiunge Goldmanis.
Pochi giorni dopo la prima trasmissione sono iniziati i tentativi di disturbare il segnale. A partire dal 4 marzo è stata rilevata un’interferenza che corrisponde a una tecnica nota come bubble jammer, un dispositivo di disturbo già associato al regime iraniano.
“L’Iran ha usato questi suoni che ricordano le bolle per disturbare Radio Farda, Voice of Israel e Voice of America in passato, e questo suggerisce che l’apparato di sicurezza iraniano sia a conoscenza di queste trasmissioni e voglia interromperle“, spiega Goldmanis, secondo cui questo aspetto conferisce un certo valore alla teoria secondo cui la fonte dei messaggi potrebbe essere un oppositore del regime di Teheran.
Nel frattempo, la stazione ha già risposto alla manovra di disturbo, cambiando frequenza per evitare l’interferenza.
Perché proprio ora?
Le numbers station stimolano la fantasia di accademici e complottisti da decenni, soprattutto online, dove ci sono interi forum che cercano di dare un senso alle poche trasmissioni rimaste.
Prevedibilmente, l’apparizione di una nuova stazione, per di più in concomitanza con un importante evento geopolitico, ha elettrizzato questa comunità. “La comparsa di una nuova numbers station dovrebbe essere vista come un evento straordinario, visti tutti gli altri metodi di comunicazione segreti“, commenta Goldmanis.
In sé tuttavia il sistema rimane complicato, in quanto “comporta [il ricorso ad] apparecchiature e cuffie, e una persona all’altro capo che riceva i numeri, li annoti e poi usi il libro codice per capire il messaggi”, puntualizza Sipher. “Con la tecnologia disponibile oggi, è un meccanismo di comunicazione di ultima istanza”.


