Per quantificare con precisione il cambiamento, i ricercatori hanno analizzato un database di osservazioni astronomiche che include quasi 6mila misurazioni della posizione del sistema nellāarco di 29 anni. Ma sono state prese in considerazione anche osservazioni radar e misurazioni delle occultazioni stellari, una tecnica estremamente precisa che consiste nel registrare lāistante in cui un asteroide passa davanti a una stella.
Grazie a questi dati, gli scienziati sono riusciti a stimare la variazione della velocitĆ del sistema binario dopo lāimpatto di Dart. La collisione ha prodotto un cambiamento di ā11,7 ± 1,3 micrometri al secondo nella direzione del movimento attorno al Sole.
Per quanto a prima vista possa sembrare insignificante, una variazione cosƬ piccola ĆØ sufficiente a modificare gradualmente unāorbita planetaria o asteroidale. I calcoli indicano che il semiasse maggiore dellāorbita ā cioĆØ la distanza media dal Sole ā si ĆØ ridotto di circa 360 metri, accorciando leggermente il periodo orbitale. In termini pratici, il sistema Didymos ora completa ogni orbita attorno al Sole circa 150 millisecondi prima.
Un asteroide fatto di macerie
Lāanalisi ha permesso anche di stimare la massa e la densitĆ dei due asteroidi. I risultati suggeriscono che Dimorphos ĆØ significativamente meno denso del suo compagno Didymos, il che indica che il primo potrebbe essere un ārubble pileā, cioĆØ un corpo formato da frammenti sciolti tenuti insieme dalla gravitĆ , una tipologia di struttura comune tra gli asteroidi di piccole dimensioni.
Lo studio suggerisce inoltre che Didymos ĆØ quasi 200 volte più massiccio di Dimorphos, il che spiega perchĆ© lāimpatto abbia prodotto un cambiamento molto maggiore nellāorbita del secondo.
Le implicazioni per la difesa planetaria
Se grazie alla missione Dart lāumanitĆ ha dimostrato che ĆØ possibile alterare la traiettoria di un oggetto di oltre 700 metri, la nuova ricerca ora conferma che nei sistemi binari colpire lāoggetto secondario potrebbe rivelarsi una strategia particolarmente efficace.
La Nasa ha però ancora molto lavoro da fare prima di concludere in modo definitivo che quello dellāimpatto cinetico sia un metodo praticabile per difendere la Terra da asteroidi di grandi dimensioni.
I ricercatori sperano di perfezionare le misurazioni con la missione Hera dellāAgenzia spaziale europea, che raggiungerĆ il sistema Didymos nei prossimi anni. La sonda dell’Esa studierĆ il cratere creato da Dart, misurerĆ con precisione le masse degli asteroidi e fornirĆ dati di navigazione che permetteranno di migliorare i calcoli della loro orbita. Con queste osservazioni sarĆ possibile capire in modo più dettagliato come questi corpi celesti reagiscono a un impatto provocato dagli esseri umani.
Questo articolo è apparso originariamente su Wired en Español.


