Esplora il mondo della tecnologia e del lifestyle con Consigli Tech e Lifestyle di Flavio Perrone

Dispatch, il videogioco a episodi che ripensa il genere noir grazie a una squadra di antieroi

di webmaster | Gen 31, 2026 | Tecnologia


Dispatch è una branching narrative pura con un cuore caldo di rompicapo alimentato dalla gestione delle statistiche dei giochi di ruolo. È divertente da vivere attraverso gli occhi di Robert che ne è non solo il protagonista o l’agente, ma il nucleo sentimentale. Ed è, a tratti, straordinario da guardare.

Il punto di forza assoluto di Dispatch è il character design. Dove la sceneggiatura non riesce ad arrivare, e spesso non arriva, subentrano la fisicità o le movenze a rendere distinguibili i molti comprimari di Robert. Non semplice rendere viva in una dozzina di ore la galleria di volti, superpoteri, corpi e personalità dello Z-Team, la squadra di ex cattivi da quattro soldi riformati da Blonde Blazer: il gioco, però, ci prova. Lo fa grazie a frasi sparute, ma bene ancorate e casting impeccabile di voci (tra cui l’Aaron Paul di Breaking Bad, proprio Robert) che si appoggia, eppure simultaneamente tenta di ledere una varietà di cliché.

C’è Malevola, diavolessa che è difficile non accostare alla Karlach di Baldur’s Gate 3: una montagna di cosce, braccia e tenerezza. Prism, pop star degna degli incubi o dei sogni di Black Mirror grazie alle sue capacità di generare avatar di sé stessa. Coupé, sinuosa e languida esperta di coltelli o, meglio, schegge di vetro. Flambé, Torcia Umana depravata che ha un suo legame pregresso con Robert. Golem, impiastro di argilla che si espande e contrae, troppo emotivo per il suo stesso bene. Punch Up, irlandese dalla parlantina veloce specializzato in pugni nelle parti basse. Sonar, il pipistrello tanto infantile quanto sveglio. Waterboy, mingherlino e impacciato, che vomita acqua ed è assegnato alle pulizie. Phenomaman, fidanzato di Blonde Blazer quando lo conosciamo, alieno ovviamente debitore di Superman ma incline alla depressione. C’è Chase, alias Track Star, supereroe capace di manipolare tempo e velocità anziano solo nell’aspetto perché usare i suoi poteri ne consuma il corpo.

Nota a margine. Nel primo episodio, proprio Blonde Blazer specifica l’importanza della diversity per l’intero ufficio e qui Dispatch si sforza molto con un ensemble che tocca, su tutto, la salute mentale ma (come spesso accade) potrebbe fare meglio sui corpi e sugli orientamenti romantici/sessuali.

La scelta di Robert tra giallo e nero

Infine, c’è Invisigal. La ragazzina dal look anni Novanta che non è una ragazzina, connotata dall’atteggiamento acerbo, sgarbato, strafottente. E il cui potere, dentro e fuor di metafora, è un’invisibilità che costa il respiro: sparisce, letteralmente, solo se trattiene il fiato. Il che è problema, per una donna asmatica. Proprio sul corpo di Invisigal si gioca gran parte della partita di scelte di Dispatch, perché, in maniera forse poco originale, Robert si trova quasi subito a decidere la maniera in cui gestirla: se distaccata, antipatica, tollerante o calorosa fino al punto di instaurare con lei il legame più potente del gioco, lo stesso che condiziona il finale e può sbocciare in una grande amicizia, un importante tutoraggio, oppure un amore vero e proprio. L’alternativa per Robert è (ma non mi dire!) proprio Blonde Blazer.



Fonte

Written By

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

Related Posts

I migliori videogiochi del 2026

I migliori videogiochi del 2026

È un bene che gennaio abbia lasciato un po’ di respiro ai videogiocatori, perché è probabile che sia l’unico mese davvero leggero in questo 2026. La partenza tranquilla ha comunque visto l’uscita di alcuni interessanti giochi come Code Vein II, soulslike in stile…

Per saperne di più
Impact-Site-Verification: c90fc852-aae7-4b2e-b737-f9de00223cb0