Skinner spiega che i volontari con cui collabora negli Stati Uniti hanno iniziato a segnalare problemi nella pubblicazione dei link sulle piattaforme di Meta nella serata del 26 gennaio.
Il giorno seguente, Wired ha constatato che effettivamente la condivisione dei link al sito era bloccata su Instagram, Facebook e Threads (anche in Italia: diversi tentativi di includere l’url del portale su Instagram e su Facebook, effettuati nel primo pomeriggio del 28 gennaio, non sono andati a buon fine). I link possono però ancora essere inviati su WhatsApp, un altro servizio di Meta.
La versione di Meta
Sebbene tutte le piattaforme su cui la condivisione del link risulta bloccata appartengano a Meta, le motivazioni fornite agli utenti dall’azienda variano.
Quando Wired ha provato a pubblicare un link a Ice list su Facebook negli Stati Uniti, è comparso un messaggio che recitava: “I post che sembrano spam secondo i nostri Standard della community sono bloccati su Facebook e non possono essere modificati”. Alcune ore dopo il messaggio è stato modificato: “Il tuo contenuto non può essere condiviso perché questo link viola i nostri Standard della community”. La nota reindirizzava alla pagina generale degli Standard della community di Meta, e non a una sezione specifica delle norme.
Su Threads invece il link è scomparso immediatamente una volta incollato in un nuovo post, con un avviso che si limitava a dire: “Link non consentito”.
Anche su Instagram, l’inserimento dell’url del sito in una Storia non è andato in porto. “Limitiamo alcune attività per proteggere la nostra community. Facci sapere se pensi che abbiamo commesso un errore”, si leggeva in una nota visualizzata a seguito del tentativo fallito.
Interpellato sul blocco, il portavoce di Meta Andy Stone ha fatto riferimento alle regole dell’azienda sulla condivisione di informazioni personali. Quando Wired ha fatto notare che le informazioni presenti su Ice list non sembrano includere nessuno dei dati elencati nella policy aziendale, Stone ha risposto che il blocco era legato alla norma che vieta “contenuti che richiedono informazioni personali di altre persone”.
Ma in risposta alle dichiarazioni del portavoce di Meta, Skinner sottolinea che Ice list chiede segnalazioni sulle identità degli agenti dell’Ice ormai da sei mesi.
Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.


