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Il film The Long Walk – Se ti fermi muori è uno degli adattamenti di un’opera di Stephen King più belli di sempre

di webmaster | Feb 12, 2026 | Tecnologia


Tut Nyuot as Baker Ben Wang as Olson Jordan Gonzalez as Harkness Charlie Plummer as Barkovitch Joshua Odjick as Parker...

Tut Nyuot as Baker, Ben Wang as Olson, Jordan Gonzalez as Harkness, Charlie Plummer as Barkovitch, Joshua Odjick as Parker, Cooper Hoffman as Garraty, David Jonsson as McVries in The Long Walk. Photo Credit: Murray CloseMurray Close/Lionsgate

Il film si fonda su un calcolato equilibrio tra i momenti di brutalità – le esecuzioni si susseguono in una successione di episodi di violenza sempre più forti– e di dialoghi che avvicinano i personaggi fino a formare una band of brothers. Badate, Lawrence non confeziona una distopia edulcorata per il grande pubblico come Hunger Games, The Long Walk è una visione probabilmente intollerabile per lo spettatore più sensibile. Quello che rende la pellicola preziosa è la capacità di immortalare il viaggio psicologico dei suoi protagonisti – dapprima scossi e atterriti dalle esecuzioni e poi sempre più assuefatti alla violenza – ,inizialmente ostili tra di loro ma man mano più solidali. Tramite Ray e Pete (il fulcro emotivo del film) e pochi altri, The Long Walk registra la nascita dei sentimenti di fratellanza, altruismo e poi di ribellione. Come la regia riesca a mantenere alta la tensione mentre segue dei tizi che camminano è grazie, all’inizio, appunto, all’alternanza di momenti drammatici e di dialoghi, ma progressivamente a rendere la visione snervante è la progressiva perdita della ragione dei concorrenti, ragazzini che inesorabilmente si rendono conto di essersi condannati a morte da soli e che stanno, letteralmente, camminando verso il patibolo.

Un grande cast, dal primo all’ultimo dei personaggi minori (dall’arrogante Stebbins allo sfacciato Hank Olsen, passando per l’amabile Arthur Baker fino all’antagonista Gary Barkovitch), trasmette dolore, disperazione e angoscia tangibili. A distanza ravvicinata li osserva il Maggiore (Mark Hamill) il comandante dell’esercito che incarna il regime e i suoi valori deviati, un mostro che strumentalizza per propaganda le morti insensate dei giovani. Lawrence sembra ambientare The Long Walk all’epoca del libro di King: le auto abbandonate sul ciglio della strada, gli indumenti e il livello di progresso tecnologico ricordano gli anni ‘70, ma in realtà la storia è ambientata in un’America di data imprecisata, attraversata da difficoltà economiche e da un autoritarismo che ricordano molto quelli attuali e che offrono un’allegoria inquietante. Lo sceneggiatore Jt Mollner (lo stesso di Strange Darling), opera alcune modifiche rispetto alla storia originale, specialmente nel finale, quando la guerra di logoramento che ha distrutto i concorrenti fisicamente esige il suo prezzo anche psicologicamente.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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