Solamente una decina di anni fa abbiamo capito che forma avesse Hallucigenia, l’animale più strano del mondo, vissuto sul nostro pianeta durante il Cambriano. E oggi abbiamo finalmente possiamo raccontare un altro importante capitolo alla sua misteriosa storia. Grazie a un nuovo studio pubblicato sulla rivista pre-print BioRxiv dagli scienziati dell’UniversitĆ di Harvard, infatti, siamo riusciti a ricostruire la dieta di questa bizzarro animale che, molto probabilmente, era uno spazzino.
L’animale più strano del mondo
Hallucigenia, ricordiamo brevemente era una piccola creatura marina talmente surreale che alcuni esperti ne avevano inizialmente ipotizzato addirittura origini aliene. Sebbene il suo primo fossile sia stato scoperto nel sito di Burgess Shale, in Canada, oltre un secolo fa, solamente negli anni scorsi uno studio pubblicato su Nature dai ricercatori della University of Cambridge era riuscito a capire come appariva esattamente questo strano animale vissuto durante il periodo Cambriano. Come vi abbiamo giĆ raccontato, infatti, si trattava di una creatura lunga circa 2 centimetri e più sottile di un capello, con un lato del suo corpo coperto da enormi spine, mentre l’altro da appendici filamentose simili a zampe. Era dotata inoltre di una testa a forma di cucchiaio, con tanto di occhi e bocca.
La dieta di Hallucigenia
Per capirne di più sul suo stile di vita e, in particolare, su cosa mangiasse, i ricercatori hanno riesaminato un fossile, utilizzato nella descrizione originale di Hallucigenia del 1977, di un organismo gelatinoso gravemente danneggiato, notando la presenza di spine di Hallucigenia, rappresentanti diversi esemplari. Da qui, sono giunti alla conclusione che l’animale più strano del mondo fosse uno spazzino e che si nutrisse dei resti delle meduse a pettine (ctenofori). Secondo la loro ipotesi, infatti, la medusa, una volta morta, ĆØ sprofondata sul fondale marino, dove diversi esemplari di Hallucigenia, proprio come uno sciame, si sono riversati per cibarsene. āL’assenza di apparati boccali prensili, masticatori o perforanti indica che l’alimentazione per suzione ĆØ una strategia praticabile per consumare la carcassa gelatinosaā, si legge nello studio.
Ulteriori conferme
Come riporta il New Scientist, precisando che gli autori si sono rifiutati di essere intervistati perchĆ© lo studio non ĆØ ancora stato sottoposto a revisione paritaria, la loro ipotesi potrebbe essere convincente dato che l’animale viveva in acque profonde, dove i nutrienti scarseggiano, ed ĆØ quindi presumibile che si sia adattato cercando fonti di cibo facili e rapide, come altre creature morte. āPenso che sia una interazione ecologica convincenteā, ha commentato Allison Daley paleontologa dell’UniversitĆ di Losanna, in Svizzera. āĆ l’istantanea di un momento nel tempo che forse ĆØ durato solo pochi minuti o ore e che ĆØ stato catturato nella documentazione fossile”.


