Google ha recentemente annunciato l’introduzione di Personal Intelligence, un servizio sperimentale che unisce le informazioni sparse degli utenti su vari servizi del gruppo, come la Ricerca, Gmail, Foto e YouTube, per offrire un’esperienza più personalizzata. Questo nuovo servizio, che per ora ĆØ disponibile solo negli Stati Uniti e sull’app Gemini, richiede l’esplicito consenso dell’utente per funzionare.
Secondo Google, Personal Intelligence rappresenta “un cambiamento fondamentale verso il passaggio a un’intelligenza artificiale capace di comprendere il vostro contesto specifico per essere più utile che mai”. Ad esempio, se un utente cerca consigli su Chicago, Gemini non fornirĆ più una generica lista dei ’10 posti più famosi’, ma sarĆ in grado di incrociare le prenotazioni di viaggio trovate su Gmail con la passione per la fotografia naturalistica dell’utente emersa dalle Foto, suggerendo mete specifiche. Allo stesso modo, se un utente cerca informazioni sui pneumatici invernali, Gemini potrĆ consultare i documenti assicurativi dell’utente su Gmail per identificare marca e modello dell’auto e fornire consigli compatibili.
Announcing Personal Intelligence, a more personalized @GeminiApp designed just for you.
How it works:
ā Customized: With your permission, it reasons across your @Gmail, @YouTube, @GooglePhotos, and Search apps to share hyper-relevant and context-aware responses
ā Secure: If⦠pic.twitter.com/9Y8pfS46deā Google AI (@GoogleAI) January 14, 2026
Riguardo alla privacy, Google spiega che “il collegamento delle app ĆØ disattivato di default” e che gli utenti possono “scegliere se attivarlo e quali app collegare, e possono disattivarlo in qualsiasi momento”. Inoltre, poichĆ© le informazioni esaminate “sono giĆ archiviate in modo sicuro sui server Google, non sarĆ chiesto di inviare i vostri dati sensibili altrove per personalizzare l’esperienza”, un elemento di differenziazione fondamentale. La societĆ afferma anche di aver previsto delle misure di sicurezza per i temi sensibili, come ad esempio i dati relativi alla salute, e che Gemini “non effettua l’addestramento direttamente sui contenuti di Gmail o sulla libreria di Google Foto”.
Questo nuovo servizio sembra rappresentare un passo significativo verso un’intelligenza artificiale più personalizzata e contestuale, ma solleva anche alcune preoccupazioni relative alla privacy e alla sicurezza dei dati degli utenti. SarĆ interessante vedere come gli utenti e la societĆ reagiranno a questa nuova tecnologia e come essa sarĆ ulteriormente sviluppata e migliorata nel futuro.
FP

