Oggi, 22 gennaio 2026, la cometa 3I/Atlas si allineerà quasi perfettamente con Terra e Sole e sarà quindi un’opportunità più unica che rara per gli scienziati di studiarne composizione, caratteristiche e comprendere le dinamiche di oggetti che provengono da altri sistemi stellari. “Le osservazioni prima e dopo l’allineamento offrono un’opportunità senza precedenti, che potrebbe non ripetersi per decenni, per caratterizzare l’albedo, la struttura e la composizione della materia interstellare”, ha spiegato l’astrofisico Avi Loeb in un articolo pubblicato su Medium. La cometa, infatti, si troverà dalla nostra prospettiva terrestre nella direzione opposta al Sole, raggiungendo un picco di luminosità e una finestra di osservazione di circa una settimana. Sebbene non sia visibile a occhio nudo, ma tramite telescopi, se non siete ancora riusciti a vedere 3I/Atlas di persona, questa potrebbe essere l’occasione che stavate aspettando.
L’allineamento
L’allineamento, in sostanza, è il momento in cui la Terra si trova tra il Sole e un oggetto, che sia un pianeta, una cometa o un asteroide, ed è noto per essere il periodo migliore per osservare l’oggetto celeste. Questo perché la luce solare che lo colpisce viene massimizzata e poi riflessa verso di noi, aumentandone la luminosità. Sebbene le opposizioni durino generalmente alcune ore, per la cometa 3I/Atlas durerà molto più a lungo, quasi una settimana. “A differenza delle tipiche geometrie di opposizione cometaria che spesso durano ore, 3I/Atlas manterrà α < 2 gradi (l’angolo di fase, ossia quello tra l’asse Sole-Terra e l’asse Sole-3I/Atlas, ndr) per circa una settimana, tra il 19 e il 26 gennaio 2026”, ha aggiunto Loeb, che ha studiato l’allineamento insieme a Mauro Barbieri dell’Osservatorio di Padova dell’Inaf in un articolo pubblicato sulla rivista pre-print ArXiv.
La cometa 3I/Atlas
La cometa 3I/Atlas, ricordiamo brevemente, è stata scoperta a luglio 2025, catturando fin da subito l’attenzione di esperti e astronomi amatoriali. Quel che sappiamo su di lei è che si tratta di un oggetto interstellare (il terzo finora scoperto dopo Oumuamua e 2I/Borisov), ossia che si è formato al di fuori del nostro Sistema Solare. Una volta che avrà lasciato il nostro Sistema Solare, quindi, scomparirà per sempre e ciò ha portato gli astronomi a catturare il maggior numero possibile di immagini, ad esempio con i telescopi Hubble, Very Large Telescope e James Webb, finché sarà visibile.
L’ultima occasione
Durante il raro allineamento, ha continuato Loeb, la cometa 3I/Atlas si troverà a una distanza di circa 3,33 Unità astronomiche (Ua) A dal Sole e a 2,35 Ua dalla Terra e avrà una luminosità apparente intorno alla magnitudine 16,7. Sebbene non sia visibile a occhio nudo, sarà comunque alla portata di telescopi come quelli del Virtual Telescope Project 2.0 che, dalla scoperta della cometa hanno trasmesso numerose dirette streaming, offrendoci così la possibilità di veder lo spettacolo di persona, senza bisogno di un telescopio. Le ultime osservazioni della cometa interstellare saranno trasmesse in diretta streaming sul canale You Tube a partire da mezzanotte e mezza della notte del 23 gennaio.


