Potrebbero uscire nella seconda metà del 2026 i tanto attesi primi dispositivi marchiati da OpenAI, il colosso statunitense dietro a ChatGPT. Secondo quanto dichiarato da un suo stesso dirigente, il progetto attualmente in corso assieme alla neoacquisita startup Io, guidata dall’ex designer Apple Jony Ive, sta avviandosi alla sua fase finale di pre-produzione su larga scala. E tutti gli indizi portano verso un paio di auricolari per ora noti con il nome in codice di Sweet Pea, che potranno gestire compiti AI anche complessi senza doversi appoggiare al cloud, grazie a un prestante chip a bordo.
Come sarà il primo gadget di OpenAI
Chris Lehane, Chief Global Affairs Officer di OpenAI, era presente al World Economic Forum di Davos ed è intervenuto nel corso di un panel ospitato da Axios, confermando come il primo dispositivo hardware marchiato OpenAI verrà svelato nella seconda metà di quest’anno. L’annuncio dovrebbe riguardare un paio di auricolari di ultima generazione progettati specificamente per l’interazione con ChatGPT e per sfruttare le capacità AI sul dispositivo e senza doversi collegare via cloud ai server della società. In un primo momento si era invece ipotizzato un gadget compatto sulla falsariga di Rabbit R1 o di Humane Pin AI, ma visto lo scarso successo di questi progetti si sarebbe virato verso gli auricolari.
Fonti asiatiche anticipano come la produzione dovrebbe essere affidata all’azienda cinese Luxshare oppure al colosso Foxconn negli stabilimenti di Taiwan, mentre il principale componente a bordo sarebbe un chip con processo produttivo a 2 nanometri di alte performance.
Un design insolito
Sempre le fonti asiatiche rivelano come il design del misterioso device sarà molto più compatto rispetto alle cuffiette senza fili classiche e proverà a differenziarsi dalla massa omogenea del segmento. D’altra parte, il gadget è sviluppato in collaborazione con il leggendario ex capo designer di Apple, Jony Ive, quindi è lecito aspettarsi linee minimaliste ma di grande impatto. Il volume della produzione già nel primo anno sarebbe imponente, tra le 40 e le 50 milioni di unità. Non resta che attendere sviluppi e annunci ufficiali, sarà molto curioso scoprire il prezzo di vendita.


