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Plestia Alaqad, perché da Gaza all’Iran spegnere internet significa spegnere la verità

di webmaster | Mar 10, 2026 | Tecnologia


Alaqad ricorda che la madre la supplicava di non indossare il giubbotto con la scritta press e l’elmetto. Nati per segnalare la neutralità di chi li indossa e offrire protezione ai giornalisti sul campo, quei simboli hanno finito invece per farla sentire un bersaglio. Dovrebbero proteggerti, ma al contrario mettono a rischio la tua vita, e persino quella delle persone che ami e di chi ti sta intorno, racconta.

Plestia Alaqad è la protagonista della copertina digitale di Wired Middle East di febbraio

Plestia Alaqad è la protagonista della copertina digitale di Wired Middle East di febbraio

Rohit Sabu

Secondo Alaqad, però, non è sempre stato così. All’inizio le persone salutavano i giornalisti, offrivano loro cibo e li ringraziavano. “Dopo un paio di mesi, quando hanno visto che i giornalisti venivano presi di mira, i palestinesi hanno iniziato a trattarli in modo diverso”, racconta.

Raccontare Gaza ha significato lavorare senza certezze. I piani raramente andavano oltre la giornata. Le conversazioni potevano interrompersi in qualsiasi momento. Gli indirizzi diventavano memoriali nel giro di una notte. “L’unica certezza a Gaza è l’incertezza”, afferma Alaqad.

La giornalista ricorda di aver intervistato alcune famiglie programmando di tornare il giorno dopo, salvo scoprire che le persone con cui aveva parlato erano state uccise nei bombardamenti.

Alaqad nel frattempo ha lasciato Gaza e ora sta studiando per ottenere un master in studi sui media presso l’Università americana di Beirut. Ha ricevuto la Shireen Abu Akleh Memorial Endowed Scholarship, una borsa di studio intitolata alla giornalista palestinese Shireen Abu Akleh, uccisa dalle forze israeliane nel maggio 2022.

Verità digitali

Diventare virale sui social media le ha permesso di raggiungere un pubblico vastissimo, ma l’ha anche esposta a nuovi rischi. “Ha mostrato a milioni di persone in tutto il mondo cosa sta accadendo a Gaza, ma a quale prezzo? Essere a Gaza può costarti la vita, soprattutto se sei una giornalista”, dice.

E anche quando il giornalismo online raggiunge una grande platea, Alaqad non dà per scontato che rimanga a disposizione per sempre. Gli account scompaiono, i post vengono rimossi, i video si perdono. Quello che è disponibile oggi può non esserlo più domani.

È questo che rende il giornalismo digitale allo stesso tempo potente e precario. Quando l’accesso è possibile, può avvicinare il pubblico alla realtà vissuta dalle persone. Quando viene meno, come nel caso del blackout imposto in Iran, crisi intere rischiano di scivolare nell’incertezza. “In concreto, significa che sentiamo parlare di massacri in corso in Iran, ma non abbiamo modo di ottenere numeri, testimonianze, fotografie o filmati, spiega Dagher.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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