Una fiducia condivisa da molti operatori, che puntano su energie rinnovabili, sistemi di raffreddamento piรน efficienti e sul nucleare di nuova generazione, come i mini reattori Smr. Ma gli ambientalisti restano scettici. Chris Miller, presidente del Piedmont Environment Council, ricorda che i grandi data center ad Ashburn consumano oggi almeno 100 megawatt ciascuno: dieci data center equivalgono a un reattore nucleare a pieno regime. Nella sola contea di Loudoun ce ne sono circa 150. La domanda, avverte, cresce piรน in fretta delle soluzioni.
LโEuropa e il modello italiano: il caso Aruba
Il boom ha contagiato anche lโEuropa. Guidano la corsa gli hub di Francoforte, Londra, Amburgo, Parigi e Dublino (FLAP+D), con una nuova entry: Milano, dove si concentra la metร della capacitร energetica di tutti i data center italiani.
A Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, abbiamo visitato il Global cloud data center di Aruba, realizzato su unโarea industriale riconvertita di 200 mila metri quadrati. Qui la sostenibilitร รจ integrata fin dallโorigine: fotovoltaico, produzione idroelettrica sul fiume Brembo e raffreddamento geotermico con acqua di falda. Secondo l’amministratore delegato Stefano Cecconi, la differenza tra i modelli รจ netta: negli Stati Uniti si costruisce per crescere in fretta, in Europa si punta su durata, integrazione urbana e sostenibilitร di filiera.
La sfida, su entrambe le sponde dellโAtlantico, รจ la stessa: sostenere la crescita dellโeconomia digitale senza superare i limiti del pianeta. Anche perchรฉ, come ricorda lโAgenzia internazionale dellโenergia, oggi gran parte dellโelettricitร che alimenta i data center nel mondo proviene ancora da combustibili fossili. E i data center sono solo la punta dellโiceberg di una rivoluzione che coinvolge tutta la filiera, dai chip agli algoritmi, fino agli utenti, spesso ignari dei costi invisibili dellโintelligenza artificiale.
Il documentario DATACENTERS, i dati nascosti dell’intelligenza artificiale รจ disponibile anche su YouTube


