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Smart glass di Meta, l’arrivo del riconoscimento facciale sarebbe un regalo per stalker e predatori sessuali?

di webmaster | Apr 15, 2026 | Tecnologia


I pericoli del riconoscimento facciale negli smart glass

Come rivelato a febbraio dal New York Times, Name tag funzionerebbe tramite l’assistente di intelligenza artificiale degli smart glass di Meta, permettendo a chi li indossa di ottenere informazioni sulle persone presenti nel proprio campo visivo. Gli ingegneri della società starebbero valutando due versioni della funzione: una che identificherebbe solo le persone con cui l’utente è già collegato su una piattaforma Meta, e una più ampia in grado di riconoscere chiunque abbia un account pubblico su un servizio dell’azienda, come Instagram.

La coalizione chiede che Meta rinunci del tutto alla funzione. In una lettera inviata il 13 aprile all’amministratore delegato Mark Zuckerberg, il gruppo sostiene che il problema legato all’inserimento del riconoscimento facciale in occhiali con un design comune “non può essere risolto con modifiche alla progettazione del prodotto, meccanismi di opt-out o tutele aggiunte gradualmente”. Il documento sottolinea che chi si trova in pubblico non avrebbe alcun modo per acconsentire davvero a essere identificato.

A Meta viene chiesto anche di rendere pubblici eventuali casi noti in cui i suoi dispositivi indossabili sono stati usati a scopo di stalking, molestie o violenza domestica; di rivelare eventuali discussioni passate o tuttora in corso con agenzie federali, come l’Ice e la Cbp, sull’uso dei dispositivi Meta o dei dati che raccolgono; e di impegnarsi a consultare la società civile ed esperti indipendenti di privacy prima di integrare sistemi di identificazione biometrica in qualunque dispositivo destinato al grande pubblico.

Le persone dovrebbero poter vivere la propria quotidianità senza il timore che stalker, truffatori, aggressori, agenti federali e attivisti di ogni orientamento politico verifichino in modo silenzioso e invisibile la loro identità, collegando potenzialmente i loro nomi a una vasta quantità di dati facilmente reperibili circa le loro abitudini, i loro interessi, le loro relazioni, la loro salute e i loro comportamenti”, scrive la coalizione.

Cosa dice Meta

Altre aziende offrono già prodotti di questo tipo basati sul riconoscimento facciale, noi no”, ha dichiarato un portavoce di Meta in un comunicato diffuso dopo la pubblicazione della lettera. “Se dovessimo rilasciare una funzione del genere, la valuteremmo con grande attenzione prima di lanciarla”.

EssilorLuxottica, il gruppo italo-francese proprietario di Ray-Ban e Oakley, che produce gli smart glass di Meta in collaborazione con l’azienda, non ha risposto alla richiesta di un commento di Wired.

In un memo del maggio 2025 ottenuto dal New York Times, Meta avrebbe scritto che il lancio sarebbe avvenuto nel contesto della “attuale fase politica, in cui molti gruppi della società civile da cui normalmente ci aspetteremmo critiche stanno concentrando le loro risorse su altre priorità”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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