La falciatura è stata sempre silenziosa, e anche quando sembrava che Goat O1200 Lidar Pro avesse tralasciato una zona è stato solo temporaneo: al termine del lavoro la logica della mappatura si è rivelata inappuntabile. Io ho seguito tutta l’operazione dal vivo in modalità umarell, ma l’app permette di seguire il robot in remoto in due modi: con una mappa virtuale che mostra la superficie già coperta e la posizione del dispositivo in tempo reale, oppure attivando la videocamera frontale del robot per “vedere con i suoi occhi” – utile nei casi in cui c’è bisogno di prendere il controllo manuale del dispositivo utilizzando il joystick virtuale nell’app.
Lorenzo Longhitano
In circa 40 minuti la superficie centrale dell’area di taglio è stata coperta. La fase della tosatura dei bordi invece è durata meno di 10 minuti ed è stata ben più rumorosa, com’è normale che sia. In tre quarti d’ora dall’avvio del lavoro il prato era a posto. Metri quadri coperti, 65; livello di carica rimanente, 60% inclusa batteria consumata durante fase di mappatura. I risultati, considerata la tipologia di terreno e il fatto che si trattasse del primo taglio in assoluto, sono buoni.
Un’app da esplorare
In questo momento dell’anno in cui per un robot tagliaerba c’è ancora poca erba da tagliare è stato interessante più che altro capire in quanto tempo il gadget sarebbe stato pronto all’azione, e i risultati qualificano sicuramente Goat O1200 Lidar Pro come estremamente accessibile.
In un utilizzo più vicino alla realtà i tempi ovviamente si allungano. L’impostazione del wi-fi può prendere qualche minuto in più ma soprattutto l’app di controllo è talmente completa di funzionalità che vale la pena prendersi tutto il tempo che serve per comprenderle appieno.



