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Il social X ha introdotto una nuova
opzione nell’app per iOs, mirata a limitare la manipolazione
delle immagini tramite Grok, il suo chatbot di intelligenza
artificiale. La funzionalità permette agli utenti di attivare un
interruttore per impedire che i propri contenuti vengano
modificati da terzi. La novità nasce come risposta alle
crescenti preoccupazioni globali e alle pressioni dei regolatori
dopo i numerosi casi di abuso registrati all’inizio dell’anno,
quando il software era stato utilizzato per generare immagini
pedopornografiche o nudità non consensuali, partendo da foto
reali caricate sul social network.
La modifica generativa era stata bloccata per gli account X
gratuiti ma gli abbonati paganti possono comunque accedervi
usando il bot.
Come spiegano alcuni test del sito The Verge, l’efficacia dello
strumento appare limitata e circoscritta. Il blocco agisce
infatti solo sul meccanismo di modifica generativa attivato
citando il chatbot Grok in una conversazione e chiedendo di
modificare in automatico una foto. L’interruttore, una volta
attivato, impedisce ad altri utenti di menzionare l’account di
Grok nelle risposte a quel post specifico per richiedere la
modifica ma non elimina del tutto la possibilità che foto
postate da terzi vengano usate come base per un editing tramite
l’IA, ad esempio aprendo una nuova conversazione o chattando con
Grok nei messaggi privati.
“L’opzione non è presente nella versione web di X, non può
essere applicata ai contenuti pubblicati in precedenza ed è
nascosta all’interno dei menu di editing fotografico anziché
essere integrata nelle impostazioni generali sulla privacy”,
scrive The Verge.
FP


